Stress test? No, tutti rilassati. Perfino con le banche tossiche

8 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Stress test sempre meno credibili. E’ la percezione che si ha dalle prime reazioni a caldo, a Wall Street e nella City, da chi vorrebbe un mercato meno “manipolato” e prono al volere del sistema. “Questi non sono stress test”, ha detto a Bloomberg un analista del settore crediizio, “sono semplicemnte le attuali valutazioni dei bond governativi”. Insomma per rassicurare il pubblico di milioni di investitori internazionali, le autorita’ monetarie europee sembrano disposte a insistere sulla linea della poca trasparenza se non dell’aperta falsificazione dei dati di bilancio, che gia’ portarono alla grande crisi e recessione del 2008.

Secondo Bloomberg.com gli stress tests su 91 tra i piu’ grandi gruppi bancari europei stanno attirando le critiche degli analisti, per i quali le autorita’ di controllo Ue stanno sottostimando le probabili perdite sui bond della Grecia e della Spagna.

“I test sono stati preparati per verificare in che modo le banche saraanno in grado di assorbire le pedite sui crediti in sofferenza e sui bond del debito sovrano dei paesi”, secondo il Committee of European Banking Supervisors. Secondo quanto riferito a Reuters da due fonti tedesche, gli stress test considereranno una perdita sui bond greci del 16%-17% e del 3% su quelli spagnoli.

Sul mercato elettronico dei CDS (credit default swap) il giudizio dei “bond vigilantes” (la pattuglia speculativa che fa il bello e cattivo tempo in borsa) e’ molto diverso rispetto al voluto finto ottismo degli enti di controllo. Il mercato del credito infatti prezza perdite di circa -60% per i bond greci in caso di default del paese, molto piu’ di 3 volte il livello di rischio presunto dal CEBS, scrive Bloomberg.

Un altro gruppo di derivati, oltre ai CDS, conosciuti sul mercato come “recovery swaps”, sono trattati oggi a prezzi che implicano che un investirore il quale abbia acquistato titoli di stato della Grecia, in caso di default o ristrutturazione del debito del paese ellenico, riavrebbe indietro circa il 40% dei soldi investiti. Quindi le soglie sono: 17% (finto ottimismo); 40% (fascia media del mercato); 60% (speculazione piu’ aggressiva). In ogni caso l’establishmente ha scelto non la fascia media come avrebbe dovuto, ma quella piu’ lontana dalla realta’. E qualcosa lascia capire che se non verrano fatte correzioni in tempo, i “bond vigilantes” non glila lasceranno passare tanto liscia.

“Mi chiedo quanto questi stress tests non siano stati fatti seconda la logica del reverse-engineering solo per inspirare fiducia nel mercato e nelle banche”, ha detto a Bloomberg Bruce Packard, analista di Seymour Pierce Ltd. a Londra. Secondo gli ultimi report, i test forzeranno comunque circa 20 banche europee a ricapitalizzare secondo le valutazioni correnti del mercato, per un totale di circa €30 miliardi, pari a $37.3 miliardi di nuova equity.