Stress test “made in Europe”: qualche banca non ce la fara’

20 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

• Continuano a salire i tassi Ois a 3 e 6 mesi
• Euro vicino ad un importante resistenza
• In rialzo lo zucchero

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro tassi di mercato in salita su tutta la curva, lasciando il differenziale sul 2-10 anni tedesco pressoché stabile a 182 pb. Scendono invece gli spread tra il decennale tedesco ed i rispettivi titoli dei paesi periferici. Il movimento è stato piuttosto forte nelle ultime settimane soprattutto sul comparto italiano: nel caso italiano ad esempio si è passati da un picco di 184 pb agli attuali 91pb. Sul monetario continuano a salire il tasso Ois a 3 e 6 mesi, insieme all’Euribor 3 e 6 mesi.

Sul mercato azionario si è assistito ad un calo dei listini che hanno risentito del downgrade dell’Irlanda e dell’annuncio dell’interruzione dei negoziati dell’Ungheria con il Fmi e Ue, oltre che del deludente dato sulla fiducia dei costruttori Usa. Il Fmi ha dichiarato che il paese dovrà varare misure aggiuntive per raggiungere gli obiettivi di bilancio per quest’anno ed il prossimo, e fino al termine della verifica Budapest non potrà accedere ai 5,5 Mld€ inutilizzati del pacchetto totale da 20 Mld€ varato da Fmi ed Ue. Il governo ungherese ha però escluso ulteriori misure di austerità rimanendo fermo sull’introduzione di un’imposta sulle banche, che dovrebbe chiudere il buco dei conti pubblici.

Il Cebs, il comitato che si occupa della pubblicazione degli stress test, ha dichiarato ufficialmente che i risultati aggregati saranno resi noti venerdì 23 alle 18 ora italiana. Intanto sulla base di quanto riportato da Ft, Hypo Real Estate, la banca tedesca nazionalizzata durante la crisi, potrebbe non superare gli stress test e questo potrebbe indurre il governo ad iniettare ulteriori capitali nell’istituto. La Bce ieri ha annunciato che oggi drenerà 60 Mld€, ovvero lo stesso ammontare drenato la settimana precedente. Si deduce quindi che nella settimana terminata il 16 luglio non sono stati acquistati ulteriori bond governativi.

Sempre oggi è attesa la consueta operazione di rifinanziamento della Bce ad una settimana al tasso fisso dell’1% e con piena allocazione delle richieste. In Irlanda infine ci sarà l’asta sul titolo a 5 e 7 anni fino a 1,5 Mld€, mentre in Spagna e Grecia ci sarà l’asta sui bills per 5-6 Mld€ e 1,5 Mld€ rispettivamente.

Negli Usa tassi di mercato stabili in una giornata di recupero dei listini azionari grazie in modo particolare al comparto tecnologico ed a quello energetico. A mercati chiusi sono risultati al di sotto delle attese i dati trimestrali pubblicati da Ibm (fatturato inferiore al consensus per ragioni legate principalmente all’euro debole) e Texas Instruments (utili inferiori alle attese). Nel frattempo il focus degli operatori è ancora sui segnali di rallentamento dell’economia Usa, come emerso dalla fiducia dei costruttori di luglio, ai minimi degli ultimi 15 mesi a causa sia del venir meno degli incentivi scaduti ad aprile, sia delle incertezze sull’economia e più in particolare sulla dinamica occupazionale.

Nel frattempo si continua a discutere su quali potrebbero essere le manovre addizionali implementabili dalla Fed nel caso di peggioramento delle prospettive. Le ipotesi sono diverse ma al momento il focus è soprattutto su due: 1) azzerare il pagamento di interessi sulle riserve in eccesso che attualmente ammontano a circa 1000Mld$ remunerate allo 0,25%; 2) vincolare l’impegno del mantenimento dei tassi fermi per un periodo esteso di tempo ad un preciso livello di un indicatore macro. Ulteriori chiarimenti potrebbero arrivare nel corso dell’audizione di Bernanke del prossimo mercoledì. In questo contesto la possibilità di implementare nuovi piani e/o di ridimensionare la portata di politiche restrittive implementate nei mesi scorsi si sta facendo avanti in Cina, in particolare nel settore immobiliare, supportando nel breve i listini azionari del paese. Oggi l’attenzione sarà sui dati del mercato immobiliare e sulle trimestrali.

Valute: l’euro continua a stazionare in prossimità dell’importante resistenza di 1,30, sulla scia dello spostamento del focus degli operatori dal tema rischio sovrano in area Euro a quello inerente il rallentamento Usa. Nel breve confermiamo ancora tale resistenza. Yen in lieve deprezzamento sia vs euro sia vs dollaro nonostante il calo della borsa giapponese che riapre dopo la chiusura per festività di ieri. Il cross vs dollaro si mantiene in prossimità di area 87, che rimane la principale resistenza. Verso euro il cross ha provato stamattina a rompere la parte alta del trading-range a 113,3 per poi ripiegare sotto quota 113. Rimane valido anche per oggi la fase laterale nel range 110,8-113,3.

Materie Prime: giornata mista per le componenti dell’indice GSCI. In rialzo il comparto energetico ad eccezione del gas naturale (-0,2%). Misti i metalli industriali. Tra i preziosi prosegue la discesa dell’oro che ha chiuso sui livelli minimi da otto settimane. In forte calo il settore agricolo trainato al ribasso dal cacao (-5,8%) e mais (-3,4%). Unica eccezione lo zucchero (2,9%).

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

Copyright © Servizio Market Strategy MPS Capital Services per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved