Stadi di calcio diventano infrastrutture strategiche, ma servono 2,5 miliardi

13 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Gli stadi di calcio da asset immobiliari stanno diventando sempre più infrastrutture strategiche capace di generare benefici sia territoriali che economici. È uno dei dati emersi nel “Terzo Osservatorio sulla sostenibilità e sulla sicurezza”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Johnson Controls e presentato oggi nel corso del 27°Forum a Santa Margherita Ligure.

Per aumentare la competitività e l’appeal delle squadre italiane, nei prossimi dieci anni serviranno 2,5 miliardi di euro di investimenti per la riqualificazione degli impianti sportivi delle squadre di serie A, B e C. Questo potrà avere ricadute positive sull’economia generale stimate in circa 9 miliardi di euro e circa 2.600 posti di lavoro.

Come emerge dall’Osservatorio di Scenari Immobiliari e Johnson Controls, secondo la FIGC, l’età media degli impianti italiani di Serie A utilizzati nella stagione sportiva 2017-2018 è di 61 anni e la quasi totalità delle strutture non registra da anni lavori di rinnovamento e di adattamento alle nuove norme di sicurezza. Negli ultimi dieci anni, infatti, sono stati investiti 180 milioni di euro a fronte dei 15 miliardi di euro investiti negli stadi del resto dell’Europa (Fonte Osservatorio Innovazione Digitale nell’Industria dello Sport del Politecnico di Milano).

Inoltre, alla luce della crescente attenzione verso progetti architettonici che rispondano a esigenze di sostenibilità ambientale e a una domanda sempre più attenta alle tematiche innovative e smart, l’industria immobiliare si evolve, tenendo conto della crescente diffusione della green economy.

Per questo, la capacità attrattiva di strutture riqualificate ‘può essere un volano importante per l’intera filiera immobiliare: gli sviluppi urbani contemporanei vedono nel modello di città policentrica la strategia maggiormente qualificante’, ha detto Francesca Zirnstein, direttore generale Scenari Immobiliari.