Spese Difesa in aumento, sorridono Thales e Finmeccanica

16 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – L’incremento delle tensioni geopolitiche continua a spingere in alto le spese per la difesa nella maggior parte dei paesi. Cio’ a tutto vantaggio dei produttori che operano nel settore, che vedono gli ordini in continuo incremento.

La conferma e’ arrivata da due giganti del settore, la francese Thales e l’italiana Finmeccanica. Intervistata dalla Cnbc, Patrice Caine, presidente e amministratore delegato del gruppo aerospaziale francese Thales, ha confermato: “Tutti i paesi con cui trattiamo continuano ad investire massicciamente nella sicurezza e nella difesa”. Caine ha citato il caso dell’Australia, dove Thales è attualmente impegnata in una gara per un contratto di fornitura e manutenzione di una nuova flotta di sottomarini per un valore di oltre 35 miliardi di dollari statunitensi.

Sulla stessa linea Giovanni Soccodato, vicepresidente esecutivo di Finmeccanica, che ai microfoni della  Cnbc, ha confermato l’aumento della domanda dall’area dell’Asia-Pacifico. “In questa zona continuano ad esserci tensioni. Ed e’ per questo motivo che stiamo assistendo a un aumento di domanda nelle infrastrutture per la sicurezza e la difesa”, ha detto.

La guerra civile in corso in Siria, i test nucleari nella Corea del Nord, sono solo alcuni esempi delle tensioni politiche accresciute che stanno stimolando i paesi a investire maggiormente nella difesa e sicurezza Entrambi i fornitori riferito di aver visto la domanda particolarmente robusta dal Medio Oriente. “Per loro è una priorità assoluta”, ha detto Caine.

E l’aumento degli ordini da questa parte del mondo non ha mancato di lasciare una traccia positiva sui conti. Nell’ultimo semestre del 2015, il portafoglio ordini dal Medio Oriente sui conti della società’ francese e’ ammontato a 1,68 miliardi di euro, con un incremento su base annuale del 158%.