Spending review: 10 miliardi di tagli in 5 anni

24 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La Corte dei Conti ‘promuove’ la spending review anche se non manca di lanciare una frecciata a Enti e Authority, vittime di una costosa ‘ipertrofia’.

Ieri, in occasione della presentazione del Rendiconto generale dello Stato 2015, il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri ha riconosciuto come negli ultimi anni, la spesa pubblica sia stata oggetto di un contenimento che “appare assai severo: retribuzioni pubbliche, acquisto beni e investimenti mostrano anche nei dati del 2015 il permanere di una evoluzione sotto controllo”.

In particolare la spending review ha portato a partire dal 2010 per i redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche a “una diminuzione in valori assoluti che nel 2015 assomma ad oltre 10 miliardi e che colloca l’Italia tra i paesi europei con la più bassa incidenza tra costo del lavoro pubblico e prodotto interno lordo”.

Tuttavia, ha sottolineato il presidente, “l’urgenza, talvolta affannosa, di realizzare un rigido percorso di rientro verso l’equilibrio di finanza pubblica ha reso più difficile il bilanciamento con le esigenze, anch’esse pressanti, di salvaguardia di politiche pubbliche vitali”.

Squitieri ha indicato, fra l’altro, il “continuo assottigliarsi in questi anni della quota di risorse pubbliche destinate alle infrastrutture e in generale alle opere pubbliche che in questo caso vede l’Italia in coda alla graduatoria europea. Una tendenza comune tanto all’amministrazione centrale quanto agli enti locali”.

Per fortuna, ha sottolineato Squitieri, “l’uscita dalla stretta emergenza finanziaria e l’auspicio di una ripresa economica più solida hanno consentito di recente di predisporre correttivi a manovre di taglio che alla lunga stavano mostrando effetti collaterali insostenibili”.

Una ripresa, comunque che – ha ricordato Angelo Buscema, presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti – non deve rassicurare più di tanto: infatti, ha osservato, in Italia “il recupero della crescita del prodotto interno lordo dopo la lunga crisi appare troppo modesto e soprattutto in ritardo rispetto alla ripresa in atto bei principali paesi europei”.

Non sono mancate critiche sulla Pubblica amministrazione. Qui il processo di riordino è stato “defatigante, continuo e disordinato e, in taluni casi, si è venuto a sovrapporre ad analoghi percorsi derivanti dalla ridefinizione delle competenze dei ministeri ovvero dalla costituzione di Enti e Agenzie nazionali”.

La Corte dei Conti punta il dito anche contro le Authority, auspicando uno stop agli enti inutili e ai duplicati, sottolineando “l’attuale ipertrofia di enti e strutture (comprese le autorità indipendenti)”.