SpaceX, OpenAI e Anthropic verso la Borsa: perché le future IPO peseranno meno del previsto negli ETF globali
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Le possibili quotazioni di SpaceX, OpenAI e Anthropic promettono di essere tra gli eventi finanziari più attesi dei prossimi anni. Le tre società, protagoniste rispettivamente della space economy e dell’intelligenza artificiale, potrebbero arrivare sul mercato con una valutazione complessiva vicina ai 4.000 miliardi di dollari, ridefinendo gli equilibri della tecnologia globale.
Eppure, nonostante dimensioni potenzialmente gigantesche, il loro impatto iniziale sugli ETF globali potrebbe essere molto più contenuto di quanto molti investitori immaginino. È quanto emerge da una nuova analisi di justETF, piattaforma specializzata nel monitoraggio e confronto di ETF quotati sui mercati europei.
Il punto centrale riguarda il modo in cui vengono costruiti i grandi indici azionari globali come S&P 500, MSCI World e Nasdaq-100. Contrariamente a quanto si pensa, questi benchmark non pesano i titoli sulla base della capitalizzazione totale di mercato, ma sulla cosiddetta capitalizzazione flottante, il “free float”, cioè la quota di azioni realmente disponibile per gli investitori. Ed è proprio questo meccanismo a ridurre il peso iniziale delle future megacap dell’AI.
Il nodo del free float per SpaceX
Il caso più emblematico è quello di SpaceX. Le stime circolate sul mercato indicano infatti un flottante iniziale molto limitato, compreso tra il 4% e il 5% del capitale totale. In pratica, anche a fronte di una valutazione enorme, solo una piccola parte delle azioni sarebbe effettivamente negoziabile in Borsa e quindi utilizzabile per il calcolo degli indici.
Secondo alcune simulazioni elaborate da State Street Investment Management e riprese da justETF, ipotizzando un free float del 2,5% per SpaceX e del 10% per OpenAI e Anthropic, il peso combinato delle tre società nell’S&P 500 resterebbe sotto lo 0,5% dell’intero indice. Un dato che mette in evidenza il paradosso delle nuove megacap tecnologiche: società potenzialmente gigantesche sul piano della valutazione, ma inizialmente ancora marginali nei portafogli passivi legati ai grandi ETF globali.
Nasdaq cambia le regole
L’arrivo di colossi dell’intelligenza artificiale e della space economy sta però spingendo anche i gestori degli indici ad adattare le proprie regole. Dal 1° maggio 2026 il Nasdaq-100 ha introdotto una nuova procedura chiamata “Fast Entry”, pensata proprio per accelerare l’inclusione delle società di grandi dimensioni. Il nuovo sistema consente l’ingresso nell’indice dopo appena 15 giorni di contrattazioni, purché vengano rispettati i requisiti minimi di liquidità e capitalizzazione.
Per aziende come SpaceX o OpenAI questo potrebbe tradursi in un accesso quasi immediato al principale benchmark tecnologico americano. Allo stesso tempo, però, il Nasdaq ha introdotto anche un meccanismo correttivo per evitare squilibri. Le società caratterizzate da un free float troppo basso non potranno avere un peso superiore a tre volte il valore del flottante disponibile sul mercato.
La misura punta a evitare problemi di replicabilità per gli ETF che seguono l’indice e a impedire che poche azioni disponibili possano distorcere eccessivamente la struttura del benchmark.
Il ritardo degli ETF tematici sull’intelligenza artificiale
Uno degli aspetti più sorprendenti evidenziati dall’analisi riguarda gli ETF specializzati sull’intelligenza artificiale. A prima vista, questi strumenti sembrerebbero il modo più diretto per ottenere rapidamente esposizione alle future IPO di OpenAI o Anthropic. In realtà, molti ETF UCITS dedicati all’AI effettuano ribilanciamenti soltanto due volte all’anno.
Questo significa che una società quotata nel corso del 2026 potrebbe entrare negli ETF tematici solo diversi mesi dopo l’IPO. Il risultato è un apparente paradosso: un ETF tradizionale legato al Nasdaq-100 potrebbe offrire esposizione alle nuove megacap AI più velocemente rispetto ad alcuni ETF nati proprio per investire nel settore dell’intelligenza artificiale.
MSCI World tra prudenza e gradualità
L’approccio del MSCI World appare invece più graduale. L’indice utilizza criteri quantitativi basati sulla capitalizzazione corretta per il flottante e prevede normalmente l’inclusione delle nuove società al primo ribilanciamento trimestrale successivo alla quotazione. Per aziende delle dimensioni ipotizzate per SpaceX, il requisito minimo verrebbe facilmente superato. Tuttavia, l’ingresso nel benchmark globale potrebbe concretizzarsi soltanto dopo due o tre mesi dalla quotazione.
Per gli investitori il messaggio è chiaro: le future IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic potrebbero rappresentare eventi storici per i mercati finanziari, ma il loro ingresso negli ETF globali sarà probabilmente più lento e graduale del previsto. E proprio il tema del free float, spesso trascurato nel dibattito pubblico, potrebbe diventare uno dei fattori decisivi nel determinare il reale peso delle nuove regine dell’AI nei portafogli passivi globali.