La sostenibilità conta più del rendimento per gli investitori italiani

12 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

La lotta al climate change è diventata un must per molte persone e soprattutto negli investimenti è essenziale avere un’impronta green. Il 32% degli investitori globali è favorevole al fatto che il proprio capitale venga impiegato per ridurre le emissioni di carbonio, indipendentemente dal rendimento. La percentuale cresce al 47% per quelli italiani, indicando una forte sensibilità al tema nel Paese. Così emerge dalla seconda edizione della Planetary Pulse survey realizzata da Ninety One e dal titolo “Investire per un mondo carbon free: ecco cosa vogliono gli investitori”. La ricerca, condotta su oltre 6000  investitori professionali in dieci mercati (Regno Unito, Germania, Italia, Danimarca, Svezia, Sudafrica, Singapore, Hong Kong, Stati Uniti e Canada) ha rilevato che gli investitori sono pronti a sostenere la spinta verso le emissioni nette zero. Ben uno su due, infatti, afferma che gli asset manager dovrebbero usare la loro influenza come azionisti di società che fanno ampio ricorso al carbonio per aiutare ad agevolare la riduzione delle emissioni di Co2. Dato, questo, che suggerisce che gli investitori sono pronti a utilizzare il loro capitale per investire in soluzioni sostenibili che aiutino a raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero.

Investimenti green indipendentemente dal rendimento

Andando nei dettagli della ricerca emerge che a livello generale, il concetto di investire il proprio capitale per permettere di raggiungere lo zero netto piace a 4 investitori su 5. Tuttavia, molti rimangono scettici sulla loro reale capacità di contribuire agli sforzi per affrontare il cambiamento climatico, con il 61% che ritiene che il compito di affrontare queste problematiche dovrebbe spettare a coloro che sono i veri responsabili dell’inquinamento. La ricerca ha permesso poi agli investitori di riflettere anche sui possibili esiti sia delle azioni di engagement sia, invece, del disinvestimento: ebbene, al termine dell’analisi è risultato che, nelle loro preferenze, il disinvestimento ha perso 6 punti percentuali, mentre ne ha guadagnati 5 l’engagement proattivo con le aziende per ridurre le emissioni di carbonio.

Ciò indica che dedicare del tempo a chiarire il tema dell’impatto degli investimenti è vitale. Tutte le tipologie di investitori identificate hanno perciò cambiato punto di vista su come affrontare l’investimento per lo zero netto quando hanno avuto la possibilità di discutere la questione.

Mentre quasi la metà (49%) degli investitori si è detta consapevole dell’impatto negativo che la strada del disinvestimento avrà sul mondo in via di sviluppo, questi risultati confermano la crescente attenzione a livello globale nel generare cambiamenti di lungo termine per affrontare il climate change e orientare gli investimenti verso l’obiettivo dello zero netto: 9 investitori su 10 ritengono che la riduzione delle emissioni di carbonio dovrebbe essere incoraggiata e sarebbero favorevoli al fatto che i loro soldi svolgessero un ruolo nel raggiungimento di tale obiettivo, al punto che il 32% lo farebbe indipendentemente dal rendimento che potrebbe ottenere.

 Gli investitori italiani e il Net Zero

Anche per gli investitori italiani lo zero netto si conferma un tema molto importante nella propensione all’investimento. Con alcune rilevanti differenze, tuttavia, rispetto alle medie globali. Se 9 su 10 infatti – in linea con il risultato generale – si dicono favorevoli a impiegare i loro soldi per contribuire alla riduzione del carbonio, quasi la metà (47%) dichiara che lo farebbe indipendentemente dal ritorno finanziario: la media globale si attesta al 32%.

Inoltre, gli investitori italiani credono fortemente nel valore dell’engagement proattivo che, più del semplice disinvestimento, può svolgere un ruolo chiave per generare risultati concreti in termini di sostenibilità. Quasi 2 su 3 (64%) infatti – più della media globale – ritengono che gli investment manager e gli asset owner dovrebbero usare la loro influenza come azionisti per aiutare le aziende a ridurre l’utilizzo o la produzione di carbonio e favorire nel tempo la transizione allo zero netto. Dalla survey emerge che il concetto di investire per raggiungere le emissioni nette zero ha un appeal positivo per 8 investitori su 10. Al punto che il 65% pensa che nei prossimi 12 mesi aumenterà la quota di risparmi investiti in società o fondi che stanno aiutando il mondo a raggiungere questo obiettivo.

Infine, gli investitori italiani si dicono piuttosto ottimisti sulla COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 presieduta dal Regno Unito che la ospiterà a Glasgow a novembre. Il 61% si aspetta infatti che dalla Conferenza usciranno accordi e linee di azioni che permetteranno di tenere sotto controllo il climate change