SLA: nuovo farmaco in Italia grazie a un malato, non un ricercatore

5 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Una nuova speranza per i malati di Sla italiani la accende Andrea Zicchieri. Non è un ricercatore o un affermato dottore ma uno dei tanti malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica presidente dell’associazione ConSLAncio che grazie alle sue ricerche fai da te ha fatto in modo che anche in Italia possa essere introdotto un nuovo farmaco contro questa terribile malattia, il Radicut.

Leggendo su internet, Zicchieri è venuto a conoscenza che in Giappone nel giugno del 2015 è stato approvato un nuovo farmaco in grado di rallentare moderatamente la degenerazione motoria della malattia, il Radicut per l’appunto, la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata.

Da qui Zicchieri è volato alla volta di Tokyo dal professor Yoshino e per un mese e mezzo ha provato sulla sua pelle il Radicut.

“Mi ha fatto bene: me ne accorgevo io, ma se ne rendevano conto anche le persone che mi sono vicine. Stavo meglio. Alcuni lo considerano miracoloso. Io credo che non faccia prodigi, ma sono certo che aiuti molto, se usato con costanza: in tanti hanno riacquistato piccole funzioni che avevano perso, e io, rispetto ad alcune persone che si sono ammalate insieme a me, sto meglio. È per questo che ho deciso di lottare per far sì che il farmaco potesse essere disponibile anche in Italia”.

Zicchieri ha così deciso di iniziare la sua battaglia per portare il farmaco anche nel nostro paese.

“Ci hanno messo i bastoni fra le ruote in tutti i modi, hanno provato a bloccare le importazioni, a fermare il farmaco in dogana (…) Ho chiesto un incontro con l’Aifa, l‘agenzia italiana del farmaco, poi ho cominciato una battaglia mediatica”.

Ora l’Aifa ha attestato il nostro Paese come il primo in Europa ad avere il nuovo farmaco per ora a disposizione gratuitamente, ma solo per 1600 pazienti sui circa 6000 italiani malati di SLA. Questo perché, in base a uno studio condotto negli Stati Uniti su 137 pazienti, il Radicut funzionerebbe in pazienti malati da non oltre due anni, con una disabilità moderata e una buona funzionalità respiratoria.