Sindacati: “Air France sta diventando come Alitalia”

26 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Air France perde quota e utili. Ed è alla ricerca di un nuovo ceo che avrà il compito di rimettere in pista un gruppo che ha chiuso il primo trimestre in perdita di 269 milioni di euro. Un’associazione indipendente che riunisce sindacati, ex membri del board e dipendenti del gruppo, TousAirFrance, ha pubblicato una lettera nella quale si intima la dirigenza a operare una scelta mirata, che porti ad un nuovo amministratore delegato con precedenti esperienze nel settore aereo:

“Una decisione inappropriata da parte del comitato di nomina potrebbe avere conseguenze drammatiche in quanto siamo a un crocevia che vede un enorme consolidamento delle compagnie aeree, di fronte al quale Air France-KLM è seriamente in ritardo. In tal caso sarà tutt’altro che sicuro che Air France-KLM non diventi la prossima Sabena o Alitalia“, si legge in una lettera del gruppo.

Il nome circolato negli ultimi giorni non avrebbe il profilo desiderato dai sindacati: si è parlato, infatti, di Philippe Capron, attuale cfo della società attiva nella gestione della nettezza urbana e idrica di Parigi, Veolia. Non c’è nessuna esperienza nel settore del trasporto aereo nel curriculum: fatto che dunque ha alimentato le polemiche. Il momento per Air France è particolarmente delicato dopo che il ceo Jean-Marc Janaillac ha lasciato l’incarico lo scorso maggio in seguito al diniego dei dipendenti verso un nuovo accordo economico (che può avere qualche parallelo con il referendum di Alitalia del 2017).  L’obiettivo sarebbe stato un ritocco sui salari che avrebbe dovuto rimettere il gruppo nelle condizioni di essere più competitivo di fronte a un’accanita concorrenza.

Nel frattempo il ministro dell’Economia francese ha cercato di raffreddare gli animi: Capron “è un candidato fra gli altri”, “tutti gli azionisti dovrebbero avere parola in merito” alla scelta del nuovo ad. Fra questi, una quota del 14,3% di AirFrance è proprio detenuta dallo stato francese.