Shiller, Nobel Economia: “azioni e mattone troppo alti, rally potrebbe finire male”

22 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Il rally delle borse rischia di fare una brutta fine”. E’ l’avvertimento del Premio Nobel Robert J Shiller che arriva direttamente da Davos, dove è in corso il World Economic Forum, il quarantaquattresimo della storia.

“Non suono ancora l’allarme – dice il professore dell’Università di Yale – ma in molti Paesi i prezzi delle azioni sono alti, e in molti mercati immobiliari i prezzi sono saliti fortemente”. La conclusione – avverte Shiller – è che “potrebbe andare a finire male”.

In arrivo intanto a Davos 2.500 delegati da tutto il mondo, 40 capi di Stato e di Governo (dal primo ministro italiano, Enrico Letta, a quello giapponese Shinzo Abe), il presidente della Bce, Mario Draghi, il direttore del Fmi, Christine Lagarde, banchieri centrali e ministri degli esteri, insomma il gotha della finanza. Il Forum porta un titolo ambizioso: “Rimodellare il mondo: conseguenze per società, politica ed economia”.

Monito dal Papa: “non si può tollerare che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente sprecate”.

In un suo messaggio a Davos, Papa Francesco lancia un appello chiaro: “Vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell’umanità e non dei governi”. La “crescita in equità”, secondo papa Francesco, “richiede decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo”.

Intanto, l’ultrasettantenne fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, dichiara di “non essere mai stato più emozionato per il programma di quest’anno”.

Nel forum si discuterà anche di economia verde e sostenibile, del conflitto siriano, e si terranno conferenze anche sulle tecnologie del futuro e sul funzionamento del cervello.

Bono degli U2 siederà accanto al premier britannico David Cameron, in un gruppo di lavoro sull’Aids e la povertà estrema, mentre un altro premio Oscar, Matt Damon, verrà premiato per l’attività della sua fondazione che fornisce acqua e sistemi idrici nelle zone aride di tutto il mondo.

Fra gli assenti illustri, oltre al premier francese Francois Hollande alle prese con le note vicende personali, anche la cancelleria Angela Merkel, ancora in convalescenza dopo la frattura del bacino. Scarsa la presenza delle donne, una nota decisamente stonata. Dei 2.500 delegati, infatti, solo uno su sette è una donna.