Settimana di passione sui mercati. A Milano andamento schizofrenico

26 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

Ancora una settimana di forti tensioni sui mercati finanziari che hanno evidenziato una netta ripresa dell’avversione al rischio sia per i noti timori legati ai debiti sovrani dei Paesi dell’Area Euro, alle conseguenze recessive delle manovre fiscali allo studio dei vari Governi per un rientro nei patti di stabilità e per gli effetti di regolamentazioni sempre più stringenti dei mercati, ma anche per nuovi focolai di crisi quali le nuove tensioni geopolitiche tra le due Coree e soprattutto per le preoccupazioni sulla tenuta del sistema bancario spagnolo dopo le notizie di amministrazione controllata della cassa di risparmio andalusa CajaSur, mentre altre 4 banche regionali iberiche hanno programmato una fusione che consenta loro di rafforzare la situazione patrimoniale.

Tengono banco in questi giorni i provvedimenti allo studio dei vari paesi UE per tentare di porre un freno al crescente indebitamento ed evitare situazioni simili a quella in cui versa la Grecia. Tra le “eurostangate”, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ieri sera alle nuove misure correttive per l’Italia da circa EUR24 mld per il 2011 e il 2012 che dovrebbero riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil dal 5,3% dello scorso anno. Confermati tagli agli enti locali, tagli del 10% ai ministeri e ai stipendi dei manager pubblici, il congelamento per 4 anni degli stipendi degli statali con il blocco dei rinnovi contrattuali, lo slittamento delle pensioni, e possibili nuovi ticket, lotta all’evasione fiscale (con la tracciabilità dei pagamenti
sopra i EUR5.000) e condono edilizio. La Germania taglierà il bilancio di EUR10 mld all’anno fino al 2016 per dare l’esempio alla Zona Euro e rispettare le regole sul deficit di bilancio inserite nella costituzione; i tagli dovrebbero essere realizzati attraverso aumenti delle tasse e riduzioni della spesa pubblica, con minori sussidi per gli stati federali e l’abolizione di indennità ed esenzioni fiscali. Nel Regno Unito il nuovo governo si appresta a una prima stretta sul bilancio pubblico con tagli alla spesa per GBP6,25 mld. Altre misure seguiranno in giugno in concomitanza con la preparazione della
finanziaria e della revisione dei conti prevista in autunno.

Tra i dati macro più importanti diffusi in settimana ricordiamo quelli positivi di ieri in Eurozona relativi agli ordini all’industria, cresciuti
più del previsto a marzo (+5,2 m/m e +19,8% su base annuale). Battuta d’arresto invece per gli indici dei direttori acquisto (Pmi) dei settori manifatturiero e servizi, mentre è risultato stabile a 101,5 pts l’Ifo di maggio sulle aspettative delle imprese tedesche. Sempre in Germania la stima finale del Pil ha evidenziato una crescita dello 0,3% t/t dovuta soprattutto all’effetto scorte, mentre il consumo privato è sceso dello 0,8%, le importazioni sono salite del 6,1%, le esportazioni del 2,6%. In Italia sorprende al ribasso la fiducia dei consumatori a 105,4 pts dai 107,9 di aprile. Salgono invece oltre le attese le vendite al dettaglio (+0,5% m/m e +2,9% a/a a marzo).

Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori del Conference Board ha superato le attese a maggio (ai massimi dal marzo 2008 a 63,3 pts da 57,9 di aprile), così come l’indice sull’attività nazionale della Fed di Chicago, mentre delude l’indice sul manifatturiero della Fed di Richmond. Sorprende al rialzo il dato sulle vendite di case esistenti: 5,77 mln su base annualizzata ad aprile (+7,6%) rispetto alle 5,36 mln del mese precedente (+7%). Oggi il dato sulle nuove case.

Cambi e commodities

L’Euro rimane sotto pressione danneggiato dai timori sul debito della Zona Euro e sulla stabilità del sistema finanziario europeo, con gli investitori tornati a preferire le divise meno rischiose e a minor rendimento, come il dollaro (sotto 1,23, con il cross inserito all’interno di un canale ribassista di medio termine) e lo Yen (sceso ieri sotto 110, ai minimi dal 2001). Le prospettive di un’economia in forte rallentamento ed il clima di incertezza sulla crisi europea continuano a condizionare le quotazioni delle materie prime, con il petrolio Wti intorno a USD70 al barile. Sempre sostenute invece le quotazioni dell’oro che, nel suo ruolo di bene rifugio nei momenti di
tensione dei mercati, scambia sopra USD1.200 l’oncia.

Obbligazionario

Prosegue la fase positiva del mercato obbligazionario per effetto del fly-to-quality che favorisce i titoli di stato tedeschi e statunitensi, a discapito principalmente dei titoli dei paesi periferici, con rendimenti che restano ai minimi di periodo, e con una generalizzata discesa delle curve benchmark lungo tutte le scadenze. Nuovo minimo storico per il Bund a 10 anni arrivato ieri a rendere il 2,56%. Tornano ad allargarsi rispetto ai valori della scorsa settimana gli spread con i titoli periferici, in modo particolare per i titoli italiani e spagnoli. Il differenziale Btp-Bund a 10 anni si è riportato a 140 bp (da 115), quello tra Bund e Portogallo a 215 (da 190), dell’Irlanda a 230 (da 190), della Spagna a 160 (da 125), della Grecia a 530 bp (da 490).

Da fonte Reuters, proprio la Grecia starebbe valutando la possibilità di emettere titoli a breve sui mercati in luglio, se le condizioni lo permetteranno, per far fronte a scadenze per quasi EUR5 mld. In allargamento sul mercato corporate il costo di protezione dal rischio di insolvenza, misurato dagli indici Itraxx: il Main per gli emittenti investment grade è salito a 125 pts (da 120), mentre il Crossover riferito ai non-investment è balzato a 600 pts (da 585).

Calendario prossimi eventi Macro

In ordine di Paese, Indicatore, Periodo, Stima, Dato Precedente

27-Mag
GE Prezzi al consumo m/m (Prel) May-10 0.10 % -0.10 %
FR Fiducia dei consumatori May-10 -38.00 -37.00
IT Fiducia delle imprese May-10 85.80 85.50
US PIL t/t Jun-10 3.40 % 3.20 %

28-Mag
GE Vendite al dettaglio m/m Apr-10 – -1.60 %
UK Fiducia dei consumatori gfk May-10 – -16.00
JP Tasso di disoccupazione Apr-10 5.00 % 5.00 %
JP Vendite al dettaglio y/y Apr-10 3.20 % 4.70 %
IT Prezzi alla produzione (manif.) m/m Apr-10 – 0.50 %
US Deflatore PIL Apr-10 – 2.00%
US Chicago PMI May-10 62.00 63.80
US Inchiesta Michigan (Fin) May-10 73.50 72.20

31-Mag
JP Produzione industriale m/m (Prel) Apr-10 – 1.20 %
EU M3 y/y Apr-10 – -0.10 %
IT Prezzi al consumo m/m (Prel) May-10 – 0.40 %
EU Fiducia economica May-10 – 100.60
EU Prezzi al consumo (stima) y/y May-10 1.60 % 1.50 %

01-Giu
IT PMI manifatturiero May-10 – 54.30
GE Tasso di disoccupazione May-10 – 7.80 %
UK PMI manifatturiero May-10 – 58.00
EU Tasso di disoccupazione Apr-10 – 10.00 %
US PMI manifatturiero ISM May-10 59.70 60.40

02-Giu
EU Prezzi alla produzione m/m Apr-10 – 0.60 %
US Vendita di case in contrattazione m/m Apr-10 3.30 % 5.30 %
US Scorte di greggio May-10 –

Azioni Italia

Altra settimana di passione per l’indice milanese che lunedì ha tuttavia visto numerosi componenti staccare la cedola (in pagamento domani) con un effetto di circa il 2%. Da segnalare che in base al rapporto 2009 dell’ABI, lo scorso esercizio è stato caratterizzato da un calo degli utili pari al 22%, a cui
si è accompagnato un aumento delle sofferenze; l’incidenza di queste ultime sul totale degli impieghi è passata all’1,4% dall’1% del 2008. Nonostante ciò, il sistema creditizio nazionale continua a presentare un buon livello di solidità e stabilità.

Moody’s ha confermato il rating di Eni ad “Aa2”. Il giudizio “è sostenuto dalla solida posizione di business di Eni come una delle maggiori compagnie europee attive nel settore oil e gas”; l’outlook rimane tuttavia negativo. Sempre in settimana, Standard&Poor’s ha tagliato il rating a lungo termine del gruppo di San Donato Milanese da “AA-” a “A+”, mentre quello a breve passa da “A-1+” a “A-1”. La scelta, ha spiegato S&P’s, riflette un debito superiore alle attese nel 2009 (EUR24,8 mld contro i EUR20,8 mld del 2008) e nel primo
trimestre del 2010 (EUR23,7 mld). S&P potrebbe rivedere l’outlook in negativo (attualmente stabile) o abbassare i rating se ci fosse una ripresa dell’utile operativo inferiore alle attese, un cash flow più negativo o acquisizioni a debito. Intanto, il colosso italiano ha annunciato la cessione del 25% del capitale di Greenstream, la società che gestisce il gasdotto che collega l’Italia alla Libia. La quota del colosso petrolifero è scesa dal 75% al 50%. Ieri infine un dirigente di Eni ha dichiarato che il cane a sei zampe punta a
raggiungere una produzione di almeno 250 mila barili al giorno dallo stabilimento iracheno di Zubair (l’attuale produzione dallo stabilimento di Zubair è di circa 180 mila barili al giorno).

Si è mossa in netta controtendenza Prysmian (+9% circa al momento) dopo che Clubtre, società costituita da Tamburi Investment Partners, ha acquistato azioni della società fino a superare la soglia del 2% e fatto sapere di voler aumentare ulteriormente la sua partecipazione. Già lunedì il titolo era salito su indiscrezioni stampa del weekend riguardo possibili movimenti nell’azionariato; sabato infatti il Corriere aveva scritto che sarebbe potuto arrivare presto un nuovo nucleo stabile di azionisti italiani.

Autogrill, attraverso la divisione americana HMSHost, si è aggiudicata un nuovo contratto per la gestione dei servizi di ristorazione e retail al Miami International Airport, dove è presente dal 1998; si stima che durante l’intera durata del contratto (8 anni) il fatturato complessivo dovrebbe raggiungere oltre USD100 mln.

FonSai ha comunicato che alla data del 21 maggio scorso, la propria esposizione ai titoli “Pigs” (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) ammontava a EUR594,3 mln. Il vicepresidente di Mediolanum, Doris, ha anticipato che la raccolta farà segnare un buon andamento anche nel 2Q, anche se su livelli
leggermente inferiori rispetto a quella dei primi tre mesi 2010.

Il Presidente e fondatore del gruppo Geox, Moretti Polegato, avrebbe negato la possibilità di un delisting della società e l’abbandono del mercato statunitense.

Buone notizie per Lottomatica e per il gioco online: nel corso del mese di aprile, la raccolta complessiva relativa al gioco online ha registrato un incremento del 36,1% vs l’analogo periodo del 2009.

Azioni Estero

Nonostante il tentativo odierno di rimbalzo dai minimi degli ultimi nove mesi registrati ieri, la performance dei prinicipali indici azionari è decisamente negativa. Molti i fattori che hanno pesato sul debole andamento delle borse mondiali: l’annuncio della Germania di voler bloccare le vendite allo scoperto di titoli di Stato della zona euro e su altri strumenti finanziari al fine di combattere la speculazione, la debolezza della moneta unica ed i pericoli per l’Euro avanzati dalla cancelliera tedesca Merkel, le nuove preoccupazioni sulla crisi tra le due Coree, e soprattutto il salvataggio della cassa di risparmio andalusa Cajasur che ha rilanciato i timori sulla Spagna, sull’area
euro e sulla possibilità che possa trattarsi di un nuovo segnale di difficoltà generale, con ripercussioni anche per il sistema bancario.

Entrando più nello specifico, Cajasur, 146 anni di storia, controllo ecclesiastico, ha chiuso il 2009 con una perdita di EUR596 mln, cui si è aggiunto un rosso di EUR114 mln nel primo trimestre di quest’anno. La sua nazionalizzazione è stata decisa nella notte tra il 21 e il 22 maggio dopo il fallimento delle trattative per una fusione con Unicaja, primo istituto dell’Andalusia. La Banca di Spagna attingerà dal fondo per la ristrutturazione delle banche per tamponare le falle nel bilancio della cassa, inizialmente iniettando EUR550 mln e poi altri fondi che stando alle indiscrezioni dovrebbero portare il conto totale a EUR2,7 mld.

Sempre negli ultimi giorni è da segnalare che il Senato americano ha approvato una legge per una radicale riforma finanziaria, dopo mesi di trattative per realizzare la principale revisione della regolamentazione in campo finanziario dagli anni 30; la legge, che impone regole più dure per banche e mercati dopo la crisi finanziaria che tra il 2007-2009 ha stroncato l’economia, ha ottenuto 59 voti favorevoli e 39 contrari. Ora è attesa la firma del presidente Obama.

A livello di single stocks, focus su Dell (-11% la performance sui 7 giorni) che nel corso della settimana Dell ha alzato il velo sui risultati degli ultimi tre mesi, consegnando una crescita congiunta di utili e fatturato, migliore delle attese: nello specifico, la società ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2010/2011 con ricavi per USD14,9 mld, in aumento del 21% rispetto ai USD12,3 mld ottenuti nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente, risultato operativo a USD619 mln (+50% rispetto ai USD414 mln del primo trimestre dello scorso anno), e con un utile netto di USD441 mln, in aumento del 52% rispetto ai USD290 mln del primo trimestre del 2009/2010
(l’utile per azione è quindi salito da USD0,15 a USD0,22 che, escludendo le voci straordinarie, sale ulteriormente a USD0,3). Le stime degli analisti indicavano un utile per azione meno corposo di USD0,26 ed un fatturato di USD14,3 mld. In una nota che ha accompagnato la diffusione di questi risultati, Dell ha fatto sapere che nel primo trimestre di quest’anno la domanda commerciale ha continuato a crescere, con il gruppo che ha espresso inoltre ottimismo sul fatto che tale trend possa proseguire nel corso dell’anno. Dell ha comunque segnalato che un rallentamento si potrebbe avere nel trimestre in corso e nella prima parte del terzo trimestre, per via di fattori legati alla stagionalità del periodo.

In flessione anche IBM e AT&T: la prima ha rilevato da AT&T la società specializzata nei servizi di integrazione per software aziendale Sterling Commerce per un controvalore di USD1,4 mld.

Mercati azionari: settori a confronto

Stoxx
Analizzando i vari settori dello Stoxx europeo notiamo che l’unico segno più è stato messo a segno da quello minerario che ha sfruttato a pieno il recupero dei prezzi delle principali materie prime (petrolio e soprattutto oro).

Flessione contenuta all’interno dell’1% per tlc, beni consumo (in rialzo
L’Oreal che ha comunicato l’intenzione di quadruplicare la sua capacità produttiva in Asia) e tech, mentre cedono circa il 3% i restanti comparti.
Segnaliamo il settore retail (schiva le vendite Marks & Spencer che ha chiuso l’esercizio fiscale 2009/2010 con utile ante imposte pari a GBP632,5 mln, in crescita del 4,6% a/a e leggermente migliore delle stime, a fronte di vendite che sono aumentate del 3,2% a/a). Tra i bancari, lettera per Commerz che ha dato il via libera all’aumento di capitale.

Settori in evidenza

Viaggi & Tempo libero
British Airways archivia l’esercizio fiscale 2009-2010 con una perdita netta di GBP425 mln, rispetto ad un rosso di GBP358 mln dell’anno precedente
(+19%) e con un fatturato che è sceso dell’11% a GBP7,99 mld. Si tratta della più ampia perdita dal 1987 quando la compagnia è stata privatizzata.

Hanno pesato sui risultati la debolezza dell’economia, le eccezionali temperature dello scorso inverno, un calo dei passeggeri trasportati, e gli scioperi del personale di volo. Guardando al futuro, BA ha indicato che le attività cargo stanno dando dei significativi segni di miglioramento, così
come sarebbero in ripresa i ricavi nel segmento passeggeri. Per il corrente esercizio BA, che ha deciso di non pagare il dividendo, prevede un aumento dei ricavi del 6% ed il break-even pretasse.

Auto
Il gruppo Volkswagen ha acquisito il 90,1% di Italdesign Giugiaro, rafforzando una collaborazione iniziata da diversi decenni e segnata in modo particolare dalla progettazione della prima Golf; l’operazione è stata annunciata dalla due società in una conferenza stampa congiunta. La quota è stata rilevata attraverso Lamborghini, controllata italiana di Audi, mentre le restanti azioni resteranno in mano alla famiglia Giugiaro. L’acquisizione del controllo
dell’Italdesign è in linea con il piano 2018 con il quale la Volkswagen si propone di diventare, con 10 milioni di vetture vendute, il più grande costruttore di auto al mondo. Due giudizi per Fiat: RBS ha alzato la raccomandazione da hold a buy, Goldman Sachs ha ridotto il tp da EUR16 a EUR15, confermando il buy.

Tecnologico
Nokia e Yahoo! hanno siglato un importante accordo per integrare i propri servizi web, al fine di consolidare le proprie posizioni di mercato e superare i concorrenti nel segmento wireless: in particolare, l’alleanza prevede che Yahoo! diventerà provider in esclusiva del servizio mail di Nokia, mentre quest’ultima fornirà a Yahoo! le mappe e il servizio di navigazione.

Andamento decisamente negativo per le tedesche Aixtron ed Infineon che risentono del giudizio di JP Morgan: in dettaglio, la banca Usa ha tagliato la raccomandazione su Aixtron e Infineon da overweight a neutral con target price
rivisti al ribasso da EUR30 a EUR20 e da EUR6,50 a EUR5,50. Debole anche Stm che tuttavia non è stata interessata dal taglio di rating di JP Morgan.