Santa Sede: dalle sigarette al porno, si allarga lo scandalo Vatileaks

4 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

VATICANO (WSI) – Continua a destare colpi di scena Vatileaks, dopo l’arresto dell’ex maggiordomo papale Paolo Gabriele per i documenti trafugati nella segreteria di Benedetto XVI avvenuto circa 3 anni alla nuova fuga di documenti e notizie riservate della Santa Sede che vede coinvolti il monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e un’ex collaboratrice laica del Vaticano, Francesca Immacolata Chaouqui.

Alla intricata vicenda si aggiungono le ultime dichiarazioni di Emiliano Fittipaldi giornalista de L’Espresso che, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, nel libro “Avarizia”, edito da Feltrinelli metterebbe in luce il complesso intreccio di ricchezza e segreti della Chiesa di Papa Francesco. Il tutto grazie ai documenti che un prelato misterioso avrebbe passato al cronista e riguardanti la Cosea, la Commissione creata proprio da Bergoglio al fine di far chiarezza sulle finanze vaticane.

E quello che emerge dal libro di Fittipaldi sono circa 4 miliardi di euro di immobili posseduti dalla Santa Sede solo a Roma, 1,6 milioni di euro che il coro della Cappella Sistina spendeva ai tempi in cui era Papa Joseph Ratzinger, 26 milioni a Radio Vaticana e quasi 5 all’Osservatore Romano. Nel mirino anche le giornate delle beatificazioni: per santo Antonio Rosmini sono state spesi in una sola giornata 375mila euro.

Obiettivo del passaggio di carte da parte del misterioso prelato al cronista è quello, come scrive nello stesso libro Fittipaldi, di portare tutto a conoscenza di Papa Francesco. Dallo scandalo gaymaletube degli affitti di Propaganda fide al tempo gestita dal cardinal di Napoli Crescenzio Sepe alla Fondazione del Bambin Gesù nata per raccogliere le offerte dei piccoli malati ma usata per pagare i lavori di ristrutturazione di casa del cardinal Tarcisio Bertone ai clienti abusivi inseriti nello Ior alle spese pazze degli uomini di fiducia di Bergoglio fino alle società proprietarie di televisioni porno acquistate da diocesi all’estero.

“Deve sapere che l’uomo che lui stesso ha scelto per rimettere a posto le nostre finanze, il cardinale George Pell, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla pedofilia, alcuni testimoni lo definiscono ‘sociopatico’, in Italia nessuno scrive niente. Deve sapere che Pell ha speso per lui e i suoi amici, tra stipendi e vestiti su misura, mezzo milione di euro in sei mesi. Francesco deve sapere che la società di revisione americana che qualcuno di noi ha chiamato per controllare i conti vaticani ha pagato a settembre 2015 una multa da 15 milioni per aver ammorbidito i report di una banca inglese che faceva transazioni illegali in Iran. Deve sapere che la Santa Sede per guadagnare più soldi ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma: oggi vendiamo benzina, sigarette e vestiti tax free, incassando 60 milioni l’anno”.