Sanità, in queste regioni è meglio non farsi curare

13 Novembre 2015, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Le migliori tre regioni d’italia in termini di assistenza medica, vaccini e parti cesarei sono la Toscana, l’Emilia Romagna e il Piemonte, nell’ordine. Lo rivela uno studio sulla situazione dei servizi sanitari italiani pubblicato sul sito del Ministero della Salute.

Tra le regioni che invece devono migliorare i loro risultati, figurano l’Abruzzo, pari merito con il Lazio, seguita dalla Basilicata e Molise. Le tre peggiori in cui è sconsigliato ricevere i servizi medici e cure di base sono tutte situate al sud e si tratta della Calabria, della Campania e della Puglia.

La classifica si basa sulla somma dei punteggi assegnati a ciascuno dei 31 indicatori presi in esame, tra cui i parti cesarei (in Italia se ne fanno ancora troppi), le vaccinazioni (sono troppo poche), l’assistenza domiciliare agli anziani, le liste d’attesa. Imporante cosa da sapere: sono state escluse dal monitoraggio le regioni a Statuto speciale.

Tra le uniche nove Regioni che rispettano tutti i requisiti, la Toscana si piazza al primo posto per il secondo anno consecutivo, con 214 punti su 225 possibili. Seconda l’Emilia Romagna (204), terzo il Piemonte (201), quarte le Marche (191), quinto il Veneto (190), seste a pari merito Lombardia e Liguria (187), seguite da Umbria (179) e Sicilia (165).

“Sono contento che la Toscana sia arrivata prima per il secondo anno consecutivo – dice il governatore della Regione Enrico Rossi – Dobbiamo fare ancora meglio, e per questo attuare in tempi rapidi la riforma che abbiamo prospettato. Pur con tutti i limiti e le difficoltà, il nostro è un sistema che garantisce la migliore risposta ai bisogni delle persone’.

La classifica stilata con il punteggio Lea dal Ministero della Salute “certifica l’alto livello di qualità dei nostri servizi”, prosegue Rossi. “Voglio ricordare che, al di là di questo primato, la Toscana destina oltre 100 milioni di euro a servizi extra Lea, per offrire prestazioni ancor più di qualità e rispondere a bisogni a cui le altre Regioni non rispondono”.