“Russia, unico paese che può ridurre l’America in cenere radioattiva”

18 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Alta tensione Usa-Russia, a colpi di sanzioni e minacce. Tra le ultime, quella arrivata dal cronista della televisione statale russa Rossiya 1, Dmitry Kiselyov, che ha affermato che la Russia è l’unico paese capace di trasformare gli Stati Uniti in “cenere radioattiva”.

“Gli stessi americani – ha detto, parlando di fronte a un’immagine gigantesca di un fungo radioattivo prodotto dopo un attacco nucleare – considerano Putin un leader più forte di Obama”, indicando i risultati di un sondaggio che sono apparsi sullo schermo.

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ROMA (WSI) – Il presidente russo Vladimir Putin si è detto pronto a ratificare l’annessione della Crimea alla Russia, sfidando le sanzioni occidentali varate ieri da Bruxelles e e Washington.

Putin parlerà alle Camere riunite, a governatori regionali e ai rappresentanti della società civile al Cremlino alle 12 italiane, due giorni dopo il referendum in Crimea, che ha decretato un sì plebiscitario all’annessione alla Russia.

Ma intanto il Cremlino ha annunciato che il capo di Stato è pronto a ratificare l’accordo che prevede l’integrazione nel territorio russo della penisola sul Mar Nero, donata all’Ucraina nel 1954 dal leader sovietico Nikita Kruscev.

La Duma, la Camera bassa del parlamento russo, ha adottato una dichiarazione di sostegno al popolo di Crimea, promettendo di “garantire la sicurezza” della popolazione, “indipendentemente dall’origine etnica, dalla lingua e della religione”. Ieri sera Putin ha già firmato un decreto per il riconoscimento dell’indipendenza della penisola separatista dall’Ucraina, tappa indispensabile per l’annessione alla Russia.

Sempre ieri l’Unione europea e gli Usa, che hanno duramente condannato la presa della penisola da parte delle forze filorusse dopo la caduta del presidente ucraino Viktor Yanukovich, hanno annunciato, pressochè simultaneamente, le loro sanzioni nei confronti di Mosca. Se dall’Europa sono arrivate sanzioni piuttosto simboliche per un numero limitato di dirigenti russi e ucraini filorussi, Washington ha scelto di colpire personalità molto vicine al capo del Cremlino.

La Casa Bianca ha stilato una lista nera di undici persone : sette russi e quattro ucraini accusati di collusione con la Russia in Ucraina, tra cui l’ex presidente Viktor Yanukovich, un suo consigliere, il premier filorusso di Crimea Sergey Aksionov e il presidente del parlamento di Simferopoli Volodymyr Konstantinov. Tra i russi, oltre alla revoca dei visti d’accesso, subiscono il congelamento dei beni negli Usa il vicepremier Dmitri Rogozin, la presidente del Consiglio della Federazione, il Senato russo, Valentina Matvienko, due consiglieri di primo piano di Putin, Vladislav Surkov e Sergei Glazyev e due deputati della Duma.

I ministri degli Esteri europei hanno invece scelto di colpire 21 persone, tra russi e ucraini. Tra di essi Aksionov e Kostantinov e i militari russi attivi in Crimea. Ma nella lista non ci sono per ora ministri del governo russo, anche se l’Ue non ha escluso nuove misure nei prossimi giorni.
Stamani il Giappone ha detto che si associa alle sanzioni occidentali e “sospenderà i negoziati per la liberalizzazione dei visti”.

Ma il capo del Cremlino non sembra preoccupato: la sua popolarità in patria è ai massimi dalla sua rielezione nel 2012. Stasera sulla Piazza Rossa è atteso un maxiconcerto con la partecipazione di decine di migliaia di persone, a sostegno della politica del Cremlino.