Rumor: Gheddafi sul punto di lasciare, mercato ci crede

7 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il Colonnello Gheddafi si e’ rivolto al fronte dei ribelli, il Consiglio Nazionale Transitorio, per assicurarsi che la sua dipartita dal paese avvenga nella maniera piu’ sicura, per lui e per la sua famiglia. Lo hanno riferito fonti libiche al quotidiano panarabo al-Sharq al-Awsat. Le indiscrezioni sono poi state riprese dalla Bbc.

Stando alla ricostruzione dei fatti, il leader libico, assediato nel suo bunker di Tripoli ormai da giorni, avrebbe mandato come delegato un negoziatore a Bengasi, con l’obiettivo di annunciare le sue dimissioni davanti al parlamento libico, il Congresso Generale del Popolo.

Se tutto cio’ dovesse venire confermato, i prezzi del greggio sono destinati a calare ancora di piu’ di quanto non abbiano fatto negli ultimi minuti. Da quota $107 al barile, massimi di due anni e mezzo, il valore e’ sceso in area 105,50 nel giro di pochi minuti dopo l’avvio degli scambi della borsa Usa. Attenzione pero’ che potrebbe anche trattarsi dell’ennesima bufala di una lunga serie di tentativi di manipolare il mercato.

Inoltre le fonti non hanno rivelato quale e’ stata la reazione del consiglio dei ribelli, aggiungendo solo che “non e’ ancora stata comunicata alcuna risposta ufficiale alla richiesta del colonnello Gheddafi finora, ne’ positiva ne’ negativa”. Ma lo stato d’animo generale al momento pende piu’ verso un no all’avvio dei colloqui in questo senso.

E anche nella migliore delle ipotesi, ovvero una fine pacifica ai conflitti accompagnata dall’esilio autoimposto da Gheddafi, non vuol dire che nella regione le acque agitate si plachino.

Molti analisti hanno deciso di ridurre il rischio nei loro portafogli di investimento in risposta agli ultimi sviluppi geopolotici. In particolare e’ l’Arabia Saudita a preccopurae. Fonti dicono che se le piattaforme petrolifere nel paese dovessero bruciare, il selloff sarebbe pesante e gran parte degli strategist in quel caso consigliano di appesantire le posizioni in contanti. In generale, non e’ un segreto che se il Medioriente salta, gli investitori rischiano di perdere meta’ dei loro soldi.

Finora il rialzo dei prezzi non ha preoccupato il manager nei fondi hedge David Tepper, convinto che l’economia puo’ gestire un valore tra i 100 e i 110 dllari al barile tra qui e i prossimi sei mesi. Ancora non preoccupa nemmeno l’inflazione, anche se quel giorni si sta avvicinando. Non appena i prezzi al consumo iniziano a salire, il risultato sara’ un appiattimento del mercato azionario. Un’altra scommessa potrebbero essere i Treasuries a breve, ammesso sempre pero’ che la crisi in Medioriente non degeneri.