Ripresa immobiliare Usa? Sostenuta da corruzione cinese

23 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il 2013 sarà un anno di crescita per il settore immobiliare americano. Le previsioni parlano chiaro: le vendite di case già di proprietà, il segmento nettamente preponderante del mercato, da una costa all’altra degli Stati Uniti, dovrebbero conoscere un incremento di ben oltre il 7%. Un dato che si dovrebbe sommare al balzo del 14,5% su base annua rilevato dalla National association of realtors a fine novembre, quando gli scambi hanno superato 5 milioni di abitazioni.

Tutto bene? Non proprio, secondo quanto ricostruito dal The Telegraph . In un’inchiesta il quotidiano britannico ha recentemente segnalato che nel corso del 2012 sono stati diversi i funzionari cinesi corrotti che hanno investito i loro illeciti guadagni nel settore immobiliare estero, al fine di sfuggire alla campagna avviata in Cina per sradicare la corruzione in atto. Nel 2012, hanno investito qualcosa come un trilione di dollari, pari al 40% del pil annuo della Gran Bretagna.

E l’America sarebbe stata una delle destinazioni predilette per fare affari. La National Association of Realtors ha ammesso che più di 7 miliardi di dollari di proprietà sono state acquistate da cinesi negli Stati Uniti l’anno scorso.

E c’è di più: alcune case di fascia alta sono state appositamente costruite per loro. Come dire: business is business. E non importa la provenienza di quel denaro, più o meno facile.