Investimenti

Rimpatriate dagli Usa seicento opere d’arte del valore di 60 milioni

Seicento opere d’arte, vendute illegalmente sul mercato nero, sono state restituite all’Italia dagli Stati Uniti. È il risultato delle indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in collaborazione con le autorità statunitensi, che ha riportato nel nostro Paese un patrimonio complessivo di circa 60 milioni di euro. I beni recuperati includono una vasta gamma di reperti archeologici, monete antiche, sculture, pergamene e dipinti del Seicento oggetto di scavi clandestini nel centro sud Italia ma anche opere d’arte trafugate da chiese, musei e privati.

Il più grande archivio al mondo di beni rubati

Tutto questo è stato possibile grazie alla “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, un importante strumento tecnologico in mano al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che costituisce il più grande archivio al mondo di beni d’arte rubati, con oltre 7 milioni di oggetti censiti. Ma anche ad un innovativo sistema di intelligenza artificiale,  Stolen works of art detection system (Swoads), che monitora continuamente il web e i social network alla ricerca di opere d’arte trafugate.

“Oggi presentiamo il recupero di 600 opere d’arte dagli Stati Uniti che sono il frutto della collaborazione e della Cooperazione internazionale con le autorità giudiziarie statunitensi, con le polizie federali statali, sempre degli Stati Uniti. Si tratta di opere che risalgono all’ottavo secolo avanti Cristo fino al secondo secolo dopo Cristo per un valore approssimativo di 60 milioni di euro” ha spiegato il generale Francesco Gargaro, Comandante del TPC, a margine della conferenza stampa sulla presentazione delle opere d’arte. “Noi abbiamo un sistema unico al mondo che monitorizza web e social media 24 ore su 24 ” ha aggiunto “e poi effettua il collegamento con la banca dati dei beni rubati, trafugati, il cui numero corrisponde a circa un milione e 300 opere. Con gli Stati Uniti c’è stata un’ottima collaborazione e i risultati si vedono”.

Grazie a questi sistemi, nel 2023, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 105.474 beni d’arte per un valore di oltre 264 milioni di euro.

Le opere recuperate

Tra le opere d’arte rientrate in Italia, oltre ad una scultura bronzea a grandezza naturale raffigurante un principe ellenistico, ritrovata nel New Jersey e proveniente da scavi clandestini degli anni ’70 nel Sud Italia, ci sono anche altri preziosi reperti. Tra questi un mosaico che rappresenta il mito di Orfeo mentre incanta gli animali selvaggi con il suono della sua lira, risalente al III-IV secolo d.C., rinvenuto nella collezione privata di un noto collezionista di New York. Un altro ritrovamento è un dipinto ad olio su tela raffigurante la “Madonna Assunta”, attribuito al pittore Giuseppe Pappini e datato 1851: questa opera era stata rubata nel 2002 dall’Abbazia Benedettina in provincia di Pordenone e successivamente finita nelle disposizioni di un gallerista di Dallas.

Inoltre, sono stati recuperati due dipinti del Seicento,  rubati nel 1997 da un’abitazione privata di Cucciago, in provincia di Como, e ritrovati in una famosa casa d’aste di Los Angeles. E ancora, tra i reperti recuperati ci sono centinaia di manufatti depredati dai cosiddetti “tombaroli” in diverse zone della Penisola italiana. 

Nei prossimi giorni, gli studenti di alcuni istituti scolastici avranno l’opportunità di visitare una mostra temporanea allestita presso l’Istituto Centrale per il Restauro, dove saranno esposti alcuni dei reperti recuperati, al fine di sensibilizzare i giovani sull’importanza della legalità e del patrimonio culturale