“Riconoscimento facciale di Facebook viola la privacy”

29 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Negli Stati Uniti il software per il riconoscimento facciale, in pratica quello che per esempio su Facebook riconosce i volti e suggerisce i tag, sta sollevando sempre più critiche in termini di privacy.

Sono sempre più numerose le organizzazioni per la salvaguardia della privacy, che lavorano affinché tale software venga utilizzato previo consenso.

La necessità di regolamentare l’utilizzo di tale software appare sempre più necessaria, alla luce della diffusione commerciale di questo tipo di tecnologia – si legge in un articolo su Bloomberg, in cui viene specificato che sono molte le società che stanno lavorando per utilizzare questa tecnologia in sostituzione della password per il log-in.

Da oltre un anno esiste un tavolo di confronto istituito alla National Telecommunications and Information Administration statunitense per regolamentare l’uso della tecnologia in termini di privacy.

“I dati di riconoscimento del volto possono essere raccolti senza che la persona ne sia a conoscenza”, ha detto Jennifer Lynch, avvocato per la Electronic Frontier Foundation, un gruppo che si batte per la salvaguardia dei diritti alla privacy. “E molto raro che vengano prese le impronte digitali a vostra insaputa”.

Ai garanti europei e canadesi della privacy il riconoscimento facciale proprio ha invece mai convinto dall’inizio. E così l’applicazione di Facebook, non è arrivata in Europa. Per Facebook, non è stato un fulmine a ciel sereno: nel lontano 2010 aveva introdotto il riconoscimento facciale sul social network, finalizzato a suggerire le persone da taggare nelle foto, ma nel 2012 ha disabilitato questa funzione in Europa per venire incontro alle riserve della Commissione irlandese per la protezione dei dati. (mt)