Ricerca sul cancro: via a terapia “fatta su misura” del paziente

4 Marzo 2016, di Alberto Battaglia

Trovare i segni unici di un tumore per consentire al sistema immunitario di attaccarlo in maniera mirata: questo il focus della ricerca condotta da alcuni scienziati dello University College di Londra, che affermano di aver scoperto il modo di indirizzare gli anticorpi verso i “talloni d’Achille” del tumore.
La scoperta, parte di un lavoro finanziato da Cancer Research Uk, potrebbe costituire la base per un trattamento sperimentale sui pazienti nel giro di due anni, sebbene gli esperti avvertano: l’idea, che sulla carta funziona, nella realtà potrebbe rivelarsi di complessa applicazione.
In particolare questo tipo di terapia sarebbe tagliata “su misura” del malato, sulla base di un’analisi del Dna. Se in precedenza i vaccini anti-cancro non hanno mai prodotto risultati lo si deve al carattere multiforme delle cellule tumorali che tendono a sfuggire al sistema immunitari, che va alla caccia dei bersagli sbagliati.
L’eterogeneità del tumore parte da una sorta di “tronco” dalla quale poi esso prende diverse direzioni: tale studio ha sviluppato un modo per scoprire le mutazioni del “tronco” che cambiano gli antigeni, quelle proteine che sporgono dalla superficie delle cellule tumorali.
Il professor Charles Swanton, dello University College di Londra, definisce questa scoperta “eccitante”: “ora siamo in grado di dare priorità e mirare agli antigeni dei tumori, presenti in ogni cellula, i talloni d’Achille di questi cancri altamente complessi. Questo è davvero affascinante e conduce la medicina al suo limite assoluto, laddove ogni paziente avrebbe un unico trattamento fatto su misura”.
La ricerca, che costituisce solo l’inizio di un possibile nuovo approccio alla cura del tumore è stata giudicata “molto elegante” da Stefan Symeonides, scienziato clinico specializzato in materia presso l’università di Edimburgo, in quanto offre una visione approfondita sul funzionamento delle attuali sostanze usate in immunoterapia, che attualmente non funzionano per la maggioranza delle persone. “Questi dati saranno citati nelle discussioni per anni, laddove cercheremo di capire quali pazienti traggono beneficio dall’immunoterapia, quali no, e perché”.

Fonte: Bbc