Un anno di pandemia Covid-19: riassunto e numeri, i riflessi sull’economia

23 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Era la sera del 20 febbraio 2020, quando un uomo di 38 anni di Codogno, Mattia, si reca al pronto soccorso con una polmonite grave, con sintomi riconducibili al Covid-19. Il 21 febbraio 2020 viene annunciato come il primo caso di Covid-19 locale italiano, non riconducibile a un rientro dalla Cina.

Un anno di pandemia: dal paziente 1 al lockdown di marzo

Se Mattia il paziente 1 sarà dimesso il 25 marzo 2020  dopo circa quattro settimane di ricovero, di cui tre in terapia intensiva, inizia con lui la storia della pandemia da Coronavirus in Italia. La prima vittima italiana è Adriano Trevisan 78enne di Vo’ Euganeo che muore nell’ospedale di Padova.

Scattano le zone rosse in 11 comuni tra Lombardia e Veneto e il  4 marzo ci sono in tutto 2.700 casi documentati nel nostro paese e il 9 marzo 2020 l’ex premier Conte annuncerà il lockdown, in vigore dal 10 marzo. L’Italia è il primo paese in Europa colpito a documentare il contagio del coronavirus, nel mondo insieme a Iran e Corea del Sud.

I riflessi sui mercati

A marzo la preoccupazione sulle conseguenze finanziarie ed economiche globali del virus investe i mercati e l’11 marzo il Ftse Mib chiude le contrattazioni a -16,92%, la sua peggior seduta della storia. Due giorni dopo toccherà a Wall street segnare il peggior calo giornaliero dal 19877 arrivando a cedere il 12%.

Sempre a marzo la Fed annuncia il taglio a sorpresa dei tassi di interesse per contrastare gli effetti della pandemia lanciando al contempo un programma di QE per acquistare 700 mld di dollari di titoli di stato e obbligazioni garantite da mutuo.

In Italia il 17 marzo viene varato il Decreto Cura Italia, la prima misura di sostegno economico con una dote finanziaria di 25 miliardi di euro prevedendo tra le altre cose la cassa integrazione Covid e il divieto di licenziamento. Sempre a marzo la Bce lancia un nuovo programma di acquisto di asset da 750 mld di euro contro i rischi del coronavirus. Il 27 marzo l’Italia registra un triste primato con 86mila casi e 969 morti in un giorno.

Si arriva al 4 maggio con l’avvio della fase due, con il ritorno al lavoro di 4milioni di italiani e le visite ai familiari. Riaprono bar, e ristoranti ma con precise direttive anti-contagio da seguire.

A giugno prenderà il via la fase 3 con la riaperture di parchi giochi, centri estivi e sale scommesse. Il 23 giugno l’Italia registra il numero più basso di nuovi positivi, appena 113 ma in estate a ferragosto si registrano nuovi focolai, come quello del Billionaire di Porto Cervo e si provvede alla chiusura delle discoteche e sale da ballo.

Il 21 luglio la Commissione Europea trova un accordo per lanciare il recovery fund, piano di investimenti per favorire la ripresa dell’economia europea, l’Italia si è aggiudicata 209 miliardi di aiuti.

Con l’avvio dell’autunno arriva la corsa al vaccino ma ad ottobre l’Italia torna in una piena e devastante seconda ondata che porta l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte a e un nuovo DPCM con nuove restrizioni e la chiusura delle scuole.

A novembre verrà varato il sistema a colori che divide le regioni tre colori diversa seconda della gravità dei contagi. Sempre a novembre l’annuncio di Pfizer e BionTech sull’efficacia al 90% del loro vaccino e da gennaio è iniziata la campagna vaccinale anche in Italia.

Gli effetti sull’economia

Secondo Bankitalia, le conseguenze economiche della pandemia sono molto pesanti. Come si legge nell’Intervento di Daniele Franco Direttore Generale della Banca d’Italia, “E’ una recessione con cause di tipo sanitario che colpisce profondamente i settori legati alla mobilità e alle occasioni di incontro delle persone, ostacolando sia la produzione sia il consumo”.

Guardando all’economia italiana nel 2020 in particolare, la recessione indotta dalla pandemia è la più grave della storia italiana contemporanea in tempo di pace.

Nel primo semestre il PIL è risultato del 12 per cento inferiore al medesimo periodo del 2019. In aprile la produzione industriale era di oltre il 40% inferiore al livello di inizio anno. In questo contesto il Governo italiano ha varato interventi molto ampi a sostegno dell’economia.
I provvedimenti adottati tra l’inizio di marzo e agosto per gestire l’emergenza sanitaria e mitigare l’impatto della crisi sono stati pari a circa 100 miliardi (6,1 per cento del PIL). Il violento calo dell’attività economica della primavera è stato seguito da un forte, seppur parziale, recupero nei mesi estivi.
Nel terzo trimestre il ritorno alla crescita (16,1 per cento rispetto al trimestre precedente) è stato più robusto delle attese e trainato dal notevole recupero dell’industria, che in agosto è ritornata su livelli di attività pari a quelli precedenti la pandemia.
Se il PIL restasse invariato nel quarto trimestre sui livelli del terzo, nella media del 2020 risulterebbe dell’8,2 per cento inferiore a quello dello scorso anno.

Gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica si sono fatti sentire anche sul debito pubblico italiano, con il rapporto debito/Pil che alla fine del 2021 è atteso al 160% secondo quanto stimato da Fondo Monetario Internazionale.