Renzi, via Imu e Tasi? Ecco quanto costerà. E intanto è rabbia Teramo

26 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Il gettito nel 2014 della Tasi sulla prima casa è stato circa di 3,4 miliardi di euro. Se per Imu Renzi intende quello che si paga su ville e castelli – le A1, A8 e A9 che erano rimaste soggette a Imu – sono circa un altro centinaio di milioni. Quindi diciamo che il costo totale dell’operazione si aggira sui 3,5 miliardi”. E’ quanto afferma il sottosegretario al ministero dell’Economia Enrico Zanetti, che è stato intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it. Il riferimento è al costo dell’abolizione di Imu e Tasi, a partire dal 2016 che è stato annunciato dal presidente del Consiglio. Renzi ha annunciato anche tagli all’Ires nel 2017 fino a portarla al 24% sotto la Spagna e interventi nel 2018 sull’Irpef.

“Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti. Non è possibile continuare questo giochino”, ha detto Renzi, parlando da Pesaro. “In Italia la tassazione è esagerata”.

Sul nodo delle coperture, Zanetti ha sottolineato che: Per quanto riguarda le coperture, Zanetti ha precisato che “questa misura va in legge di Stabilità e, quindi, rientra in quel monte manovra di circa 25 miliardi di euro che comprende anche gli interventi per neutralizzare le clausole di salvaguardia e altre misure che sono allo studio. Le coperture verranno trovate dalla spending review, dai miglioramenti legati al costo del debito e dalla flessibilità sul deficit. Dal nostro punto di vista, in un’ottica triennale e non solo annuale la componente di copertura derivante da efficienze sulla spesa deve essere prevalente rispetto a quella che deriva ddalla flessibilità del deficit. Quest’ultima deve servire come acceleratore degli spazi per ridurre le tasse, ma non può essere addirittura il primo pilastro. L’attenzione sulle coperture deve restare in particolare sull’efficienza sulla spesa”.

Sui risparmi, questi riguarderanno tutti i settori, inclusa Sanità ed enti locali.

“Non verranno fatti interventi che colpiscono in modo lineare un settore ma interventi, come quello sulle centrali di spesa, che, inevitabilmente per tutti i comparti di spesa, ciascuno per la propria quota e indirettamente, porteranno a risparmi di efficienza. Non semplici tagli a prescindere dalle esigenze”, ha precisato Zanetti.

Ma ora infuria un’altra polemica contro il premier Matteo Renzi che, riferendosi alle proteste con cui è stato accolto nella sua visita a L’Aquila, ha fatto una battuta non proprio felice, sottolineando che una “parte dei contestatori sono tifosi del Teramo in serie D”.

Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha chiesto espressamente ieri sera le dimissioni del premier dal suo profilo Facebook. “Gravissime le dichiarazioni di Renzi sui tifosi del Teramo e sul Teramo calcio. Ride e irride il Teramo e la sua delicata situazione. Questo per cercare di nascondere i suoi fallimenti e le tante contestazioni che rimedia ad ogni sua uscita. Chiederò come sindaco di Teramo le sue immediate dimissioni”.

E Il Pd di Teramo questa mattina in una nota a firma dell’Unione Comunale e del gruppo consiliare del partito ha chiesto a Renzi di scusarsi. “Devi scusarti perché la città sta vivendo mesi di grande tensione per le vicende legate alla squadra e all’obiettivo della serie B mai raggiunto in 102 anni di storia, un obiettivo dai risvolti non solo sportivi ma anche economici e sociali che sta sfumando sotto i colpi di una giustizia sportiva perlomeno approssimativa”.

“Ribadiamo ancora una volta che l’intera comunità ha diritto alle tue scuse”, ha scritto il Pd.