Renzi: “Tagliare tasse con deficit al 3%”. Bersani: “Ricetta di destra”

10 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Buttiamo giù il debito ma torniamo a Maastricht e a un deficit del 3%, per dare ossigeno all’economia. Matteo Renzi avvia così la campagna elettorale e lo fa partendo dai grandi temi economici.

Nel corso di un’intervista al Tg2 il leader del Partito democratico, parlando del suo libro di prossima pubblicazione intitolato Avanti, afferma:

“Nel mio libro faccio una proposta: buttiamo giù il debito ma torniamo a Maastricht e a un deficit del 3%, per dare ossigeno economia. Rottamiamo il Fiscal Compact e tiriamo giù le tasse a famiglie con figli, ad artigiani e piccoli imprenditori, e a chi non ce la fa. Non sia solo l’idea del Pd ma di tutti i partiti da portare in Europa; negli altri Paesi in Europa si va insieme. Gli altri partiti accettino questa proposta, perché abbassare le tasse non serve al Pd ma al Paese”.

In particolare Renzi propone il ritorno alle regole di Maastricht per 5 anni con il rapporto deficit-Pil al 2,9%, che potrebbe portare nelle casse dello Stato 30 miliardi che il leader del Pd intende usare esclusivamente per abbassare le tasse.

“Dobbiamo uscire dallo stillicidio della trattativa mensile con Bruxelles e proporre al mondo finanziario ed economico un piano industriale degno di un paese solido e credibile”.

Così dice Renzi che propone anche di archiviare il Fiscal compact, l’accordo internazionale siglato anche dal nostro paese nel 2012 e che prevede regole molto rigide di bilancio e che finora sono state aggirate grazie agli sconti da Bruxelles.

La proposta di Renzi no0n piace però a tutto il Pd. A tal proposito Pier Luigi Bersani ammette:

Cinque anni di riduzione delle tasse in deficit? Si tratta dell’eterna e fallimentare ricetta di tutte le destre del mondo. I partner europei si possono contestare e contrastare, ma è pericoloso pensare di prenderli in giro.