Rendimenti bassi? Segreto e’ una gestione alternativa e azzardata

11 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La controversia fiscale tra Svizzera e Germania e il riaggravarsi della crisi dell’euro hanno reso troppo prudenti gli investitori negli ultimi mesi. Tanto che si torna a respirare il clima dello scorso inverno sui mercati e in particolare nei paesi dell’area periferica.

Allo stesso tempo, i fondi pensione cercano, come mai prima d’ora, delle nuove occasioni di collocamento per fare fronte al livello basso dei tassi di interesse. I bond societari dove i tassi dei paesi emergenti sono elevati e’ una delle possibilita’ di diversificazione piu’ interessanti, per gli analisti svizzeri.

Come constatato da Gerhard Fusenig, direttore della gestione di asset di Credit Suisse – divisione fortemente influenzata da questa evoluzione degli eventi, offrendo essa prodotti per la gestione dei patrimoni – “ora piu’ che mai c’e’ ampio spazio per condurre una gestione attiva”. Le strategie passive non sono piu’ sufficienti.

“Gli investimenti alternativi devono fin da subito essere integrati nella ripartizione degli asset”, sottolinea al quotidiano Le Temps Ulrich Keller, responsabile degli investimenti alternativi per la Svizzera. La divisione gestisce 97 miliardi di dollari di asse, di cui 18 miliardi nei fondi hedge.

Per questo motivo Credit Suisse ha adottato un approccio battezzato «Asset Class Portfolios». Si tratta di integrare i rischi del mercato direttamente nel momento in cui viene stabilita la strategia di stanziamento degli investimenti e in cui vengono ripartiti gli asset dell’investitore.

Il modello tramite il quale i fondi pensione investono il 5% dei loro averi in una “scatola nera”, senza preoccuparsi del resto, e’ ormai “obsoleto”, secondo Ulrich Keller. La somma va investita in 100 fondi ritenuti conformi alle proprie esigenze, su 500 fondi analizzati e di cui vengono seguite le performance.

E’ questa la soluzione: “Gli hedge fund non offrono sempre dei rendimenti positivi e non sono mai interamente svincolati dai mercati”. Tuttavia, “offrono il miglior profilo, se si guarda al rapporto tra rischio e ritorno da investimento”.

Nel primo trimestre l’industria dei fondi hedge e’ tornata a respirare, come mostra la ripresa dell’indice ponderato HFR: da gennaio a marzo il rialzo e’ stato del 4,94% per i fondi e del 3,36% per i fondi di fondi.