Renato Zero e gli eredi Cadorna tra i clienti del broker suicida

15 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Certi ricchi non piangono. Alla prima svolta investigativa la Parioli del «Madoff» quasi occupò i corridoi della Procura. Quella di Paganini Marana, dopo i sequestri, sfoglia il giornale in attesa di eventi, magari informandosi attraverso uno studio legale sugli scenari futuri.

All’indomani del provvedimento con cui l’aggiunto Nello Rossi ha confiscato case e titoli per 49 milioni di euro a soci e revisori di Paganini Marana, affiora un primo elenco di clienti della Roma del broker. Frutto della «complessa attività di ricostruzione» ottenuta «incrociando i dati rilevati dalle denunce presentate dai fiducianti con quelli desumibili dalla documentazione bancaria, finanziaria e societaria». Centosessantuno investitori, di cui i denuncianti sono circa un quarto (quarantaquattro).

Alcuni di loro hanno depositato milioni nelle mani del commercialista. Ai primi del Duemila Diletta D’Andrea, moglie di Vittorio Gassman, investì a più riprese. Oggi deve ancora riavere un milione e mezzo di euro. Jacopo Gassman (nato quando Vittorio aveva 58 anni), regista, deve averne 523 mila.
Il gioielliere dell’aristocrazia romana (e non solo), Carlo Eleuteri, deve avere 4 milioni e 187 mila euro. Lucia Cadorna, discendente di quei generali che hanno movimentato truppe dalla Breccia di Porta Pia fino a Caporetto, deve riavere 1 milione e mezzo di euro.

Ginevra Cavalletti, anche lei aristocrazia romana, è tra i pochi a non vantare crediti. Il milione di euro scudati nel 2009 da Paganini Marana, le è stato restituito. Mentre la De Fonseca Pimentel, omonima erede di «Donna Eleonora», tra i nobili antiborbonici impiccati nella rivoluzione napoletana del 1799 , deve riavere 1 milione 443mila euro e ha già incaricato il suo avvocato, Giovanni Izzo di procedere nei confronti di Auditors. Nessuna perdita per Renato Zero (Fiacchini), cliente del broker da anni.

L’inchiesta del pm Luca Tescaroli ha ricostruito un portafoglio di investitori di media portata, clienti relativamente prudenti ai quali, non furono promesse percentuali avventurose ma rendimenti dal profilo comune, fino al 5%. Non tutti risultano danneggiati. Il duca Giulio Grazioli -il palazzo di via Plebiscito, affittato a Silvio Berlusconi, è suo – ha investito 24 milioni e 519 mila euro con il broker ma dagli elenchi non risultano perdite. Trecentomila euro di perdita invece per Massimo Lancellotti, ramo minore della famiglia romana con casa a piazza Navona. Tra gli indagati, oltre a Marco Chiaron Casoni, Paola Taccone Gallucci, Amerigo Casamonti, Paolo Chiapparelli, Mario Mazzantini, Immacolata Gambaro e Annapaola Tiscornia, da ieri c’è anche l’ avvocato Andrea Muratori che per investire con Paganini Marana si sarebbe appropriato dei 500 mila euro di risarcimento per un incidente stradale di una sua cliente, Lily Ginga.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato dal Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved