Rehn contraddice Draghi: ancora crisi, ripresa “solo nel 2014”. Italia attenta su Imu

11 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “L’economia dell’eurozona è ancora debole, i mesi a venire saranno ancora difficili, i cittadini continuano a sentire l’impatto della crisi e la ripresa ci sara’ solo nel 2014 “. Parola del commissario agli affari economici Olli Rehn.

Le sue parole sono decisamente più pessimistiche da quelle proferite da Mario Draghi. Ieri il banchiere fiorentino ha precisato che “la debolezza economica del 2012 continuerà anche nel 2013” e che i rischi sull’economia “restano sbilanciati al ribasso”, ma “più in avanti l’attività dovrebbe gradualmente riprendersi”, intendendo la seconda parte di quest’anno.

Il numero uno dell’Eurotower ha parlato comunque di “ripresa graduale” e ha avvertito che “non vediamo certo segnali di ripresa forte o anticipata”. In definitiva, “non ci sono margini di esuberanza. E del resto non mi pare che ci sia esuberanza, semmai assistiamo ad una normalizzazione”. Vi sono “qua e là” alcuni segnali di miglioramento del quadro ma sono “esempi limitati e contenuti”, ha aggiunto.

Rehn ha anche parlato del caso Italia, affrontando il tema dell’Imu. “Non è mai pericoloso riconsiderare le politiche, ma è importante che l’Italia resti sul binario del consolidamento prudente di bilancio per ottenere il pareggio, e deve stare lontana da acque agitate”. Le sue parole fanno riflettere in questo periodo agitato di campagna elettorale in cui i leader dei partiti fanno della soppressione o riduzione della tassa il loro cavallo di battaglia. Ovviamente la domanda – e paura – dell’Europa è la seguente: il prossimo governo italiano ha la ricetta in mano per continuare il ripianamento dei debiti?

Detto questo, Rehn riconosce i progressi compiuti dal paese, che ha recuperato la fiducia dei mercati dal novembre del 2011. Le sue parole sono avallate dall’andamento dello spread, che sta scendendo anche sotto la soglia Monti, fissata a 287, e pari alla metà del valore a cui il differenziale si trovava quando il premier dimissionario prese il potere con il suo governo tecnico. A questo punto, per il commissario, è importante però che ci sia continuità nelle politiche di bilancio.

“E’ essenziale che l’Italia si mantenga fedele al programma di risanamento, ed è essenziale che vi sia continuità nelle politiche di bilancio” anche dopo le elezioni, ha detto, rispondendo a una domanda sul rischio di instabilità politica nel paese.

Il commissario ha anche attaccato Silvio Berlusconi, sebbene con una certa diplomazia.

“Il problema dell’Italia è precisamente che a settembre 2011 aveva politiche non coerenti con gli impegni di bilancio”, e solo “da novembre 2011 ha avviato misure di consolidamento più solide e prudenti, e per questo sono scesi i rendimenti che facilitano il ritorno della fiducia”. Dunque: “Dove sarebbe l’Italia oggi se non avesse rispettato gli impegni di consolidamento di bilancio” alla fine di due anni fa?

(in fase di scrittura)