Redditometro: Bortolussi (CGIA Mestre), si cambino anche studi settore

18 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Il redditometro può diventare lo strumento in grado di combattere efficacemente l’evasione fiscale. Una cosa comunque deve essere chiara: il suo utilizzo non dovrà dar luogo a nessuna istigazione all’odio sociale.” E’ questo il primo commento rilasciato da Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, dopo aver appreso che l’Agenzia delle Entrate sta predisponendo il nuovo redditometro. “Se ben tarato – prosegue Bortolussi – questo strumento può far emergere redditi nascosti al fisco sia dai lavoratori autonomi sia da quelli dipendenti, incrociando i livelli di reddito con il possesso di beni o l’utilizzo di particolari servizi. Un’azione, se ben calibrata, che può dare grossi risultati contro l’evasione fiscale, facendo emergere migliaia e migliaia di nullatenenti che viaggiano con auto di lusso o solcano le nostre coste con yacht da capogiro.” E grazie a questa novità, secondo la CGIA, è possibile anche rivedere gli studi di settore. “Una recente relazione sull’attività svolta dalla Commissione Bicamerale sull’anagrafe tributaria – conclude Bortolussi – ha proposto di sostituire gli studi di settore con il redditometro fra il novero degli strumenti di accertamento di massa. Certo, non il redditometro che probabilmente ci verrà presentato nei prossimi giorni, bensì uno strumento evoluto ed estremamente flessibile, dinamico e di rapido e semplice utilizzo.”