Caos reddito di cittadinanza: chiusura tra governo e regioni

1 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

All’indomani della pubblicazione del modulo per fare la richiesta dal 6 marzo prossimo, è caos sulla gestione del reddito di cittadinanza. La colpa è per la rottura in corso tra regioni e governo come denuncia all’Agi Claudio Di Berardino, vice-coordinatore degli assessori al Lavoro della Conferenza delle Regioni, al termine della seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni.

Se il decretone rimarrà com’è provocherà il caos nei centri per l’impiego (…) Le Regioni hanno cercato all’unanimità un’intesa con il governo abbiamo sollecitato il ministero per realizzare un accordo che potesse salvaguardare ruolo e funzioni delle Regioni che hanno responsabilità sui Centri per l’Impiego e sulle politiche attive per il lavoro. Per questo avevamo chiesto l’intesa. Nonostante i tentativi svolti, tutto si è interrotto. Non ne abbiamo compreso le ragioni e ci siamo trovati con un emendamento che il governo ha presentato sostituendo la parola intesa con parere”.

Secondo Di Berardino si tratta di una vera e propria chiusura.

Non si vuole trovare un accordo e questo è profondamente sbagliato soprattutto di fronte alla disponibilità data dalle Regioni di metterci la faccia, perché i cittadini devono essere accolti. Nonostante il tentativo di collaborazione non comprendiamo oggettivamente l’atteggiamento del governo che rischia di complicare la velocità delle risposte alle persone che si rivolgono ai Centri per l’impiego”.

Il nocciolo del problema è che al momento per le 4.000 unità che devono essere assunte dalle Regioni non c’è la ripartizione.

Avevamo chiesto che anche i 6000 navigator potessero essere assunti dalle Regioni con concorso pubblico e non tramite assunzione precaria. Per questo c’era bisogno di un’intesa. Avevamo anche chiesto di modificare norma per accelerare i concorsi pubblici o trovare una soluzione per cui Anpal servizi poteva prendere una parte dei navigator e il resto farlo assumere a tempo indeterminato dalle Regioni. Su nessun punto c’è stata una risposta. Continueremo a lavorare affinché quando decreto arriverà alla Camera, possano esserci modifiche. Le Regioni vogliono collaborare ma nel rispetto delle funzioni delle parti. Continueremo a cercare un’intesa”.

Tra le ultime modifiche approvate nel decretone al reddito di cittadinanza, si prevede che il sussidio potrà essere conservato senza limiti di tempo salvo uno stop di un mese ogni 18. Raddoppiano poi le ore (da 8 a un massimo di 16) da svolgere in servizi di pubblica utilità nei comuni per i percettori del sussidio e i  genitori di minorenni potranno accettare un lavoro solo entro i 250 Km, Infine in merito al secondo step di chi riceve il reddito, ossia la ricerca di un lavoro si prevede che l’offerta di impiego si considera congrua se la retribuzione è minimo di 858 euro.