Reddito di cittadinanza: allarme incostituzionalità per i tecnici

31 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

È allarme costituzionalità per il decretone del governo Conte che ha introdotto il reddito di cittadinanza. I tecnici di Camera e Senato, come riporta oggi Il Sole 24 Ore, puntano l’attenzione in particolare proprio sulle norme che riguardano l’erogazione del reddito agli stranieri e quelle che prevedono il riscatto della laurea con lo sconto per gli under 45 anni.

In merito al reddito di cittadinanza erogato agli stranieri, soggiornanti da non meno di 10 anni in Italia, di cui 2 consecutivi, secondo i tecnici i requisiti sarebbero “di molto superiori” ai 5 anni di residenza richiesti per le prestazioni sociali per gli stranieri, già stati bocciati dalla Corte Costituzionale.

La Corte – si legge nel dossier dei tecnici di Camera e Senato – ha rilevato che le politiche sociali possono richiedere un radicamento territoriale continuativo e ulteriore rispetto alla sola residenza ma a patto che sia contenuto entro limiti non arbitrari e irragionevoli.

Sempre in relazione al reddito di cittadinanza poi, dicono i tecnici, andrebbe chiarita la durata della misura in caso di rinnovo e  se esistano limiti al numero di rinnovi possibili. Inoltre nel testo mancano anche procedure di verifica dell’utilizzo del contante né sanzioni relative al suddetto divieto.

Sul riscatto agevolato della laurea riservato agli under 45 anni – forse da estendersi ai 50enni –  i tecnici rivelano proprio i dubbi legati  all’età anagrafica.

Sembrerebbe opportuno valutare, anche con riferimento al principio costituzionale della parità di trattamento, le ragioni della diversità dei criteri di calcolo a seconda che il soggetto si trovi al di sotto o al di sopra di una certa soglia anagrafica.