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Rating Italia: attesa per Moody’s, i mercati guardano al verdetto di oggi

Oggi, venerdì 27 marzo, a mercati chiusi, l’agenzia Moody’s diffonderà il nuovo rating sul debito pubblico italiano. Il giudizio arriva dopo la promozione dello scorso novembre, quando l’agenzia aveva innalzato il merito creditizio dell’Italia da Baa3 a Baa2 con outlook stabile, chiudendo un anno particolarmente favorevole per le valutazioni internazionali sui titoli di Stato italiani.
La decisione rappresenta un passaggio chiave per gli investitori, anche alla luce delle recenti valutazioni delle altre agenzie, che hanno confermato il posizionamento dell’Italia nell’area investment grade con prospettive complessivamente stabili o in miglioramento.

Il precedente di novembre: la promozione storica

L’ultima volta che Moody’s si è espressa risale a novembre 2025, quando l’agenzia ha promosso il rating sovrano dell’Italia dopo quasi un quarto di secolo. Il giudizio è stato portato da Baa3 — il livello più basso dell’investment grade — a Baa2, mentre l’outlook è stato rivisto da positivo a stabile.
Secondo Moody’s, l’upgrade rifletteva “un solido e costante andamento della stabilità politica e delle politiche economiche”, oltre alla maggiore efficacia delle riforme fiscali e degli investimenti legati al Pnrr. L’agenzia sottolineava anche la prospettiva di ulteriori interventi a sostegno della crescita e del consolidamento fiscale, con un graduale calo del peso del debito a partire dal 2027.
La promozione era stata definita “la prima dopo 23 anni” dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva evidenziato il ritorno di fiducia nelle finanze pubbliche italiane e gli sforzi del governo per ridurre il deficit.

Fitch conferma “BBB+” con outlook stabile

L’ultima agenzia a esprimersi prima di Moody’s è stata Fitch, che il 13 marzo ha confermato il rating “BBB+” con outlook stabile. Il giudizio è sostenuto da un’economia ampia e diversificata, dall’appartenenza all’Unione europea e all’Eurozona e da indicatori di governance ritenuti solidi.
Tra i fattori di rischio, Fitch ha indicato il livello ancora elevato del debito pubblico e prospettive di crescita di medio periodo limitate, elementi che riducono la flessibilità fiscale e rallentano la discesa del debito.

S&P: outlook migliorato a positivo

Prima si era espressa S&P Global Ratings, che il 30 gennaio ha confermato il rating dell’Italia a “BBB+” alzando però l’outlook da stabile a positivo.
Secondo l’agenzia, il risanamento dei conti pubblici procede secondo i piani, con il deficit atteso al 2,9% del Pil nel 2026 e in graduale riduzione fino al 2,7% entro il 2029. Tra i fattori citati, le imposte straordinarie su banche e assicurazioni, il miglioramento nella riscossione dell’Iva e le modifiche alla tassazione degli affitti brevi, in grado di compensare i tagli fiscali su redditi medi e contributi.

Un anno di miglioramenti per il debito italiano

Il nuovo giudizio di Moody’s arriva dopo una sequenza di revisioni positive registrate nel 2025. Il ciclo era stato avviato ad aprile da S&P con l’upgrade a “BBB+”, seguito dal miglioramento dell’outlook da parte della stessa Moody’s, quindi dall’upgrade di Fitch a settembre.
La serie si era completata in autunno con gli interventi di Dbrs, Kbra e Scope, che avevano consolidato il posizionamento dell’Italia nella fascia medio-alta dell’investment grade, rafforzando la percezione di stabilità del debito sovrano.