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Wall Street prova a rialzare la testa e punta a un possibile rally di fine anno, ma la direzione resta tutt’altro che scontata. Dopo il recente sell-off, il mercato americano ha ritrovato slancio grazie a un mix di aspettative su un imminente taglio dei tassi e segnali di raffreddamento economico letti in chiave “dovish”. È in questo quadro che arriva il nuovo ADP Employment Report, un dato che — osserva Bret Kenwell, US Investment Analyst di eToro — può rivelarsi decisivo per capire se la Fed aprirà davvero la porta a un allentamento già a dicembre.
Lato ombra: un mercato del lavoro che rallenta
Kenwell non usa giri di parole: il rapporto ADP “ha mostrato una perdita a sorpresa rispetto alle aspettative di un lieve aumento”, confermando che il raffreddamento del mercato del lavoro prosegue.
In particolare, nel mese di novembre, gli occupati del settore privato statunitense hanno registratoun decremento di 32 mila posti di lavoro, dopo i +47 mila del mese precedente (dato rivisto da un preliminare di +42 mila). Le attese dagli analisti indicavano un aumento di 5 mila unità.
Per gli operatori il timing è infelice: arrivando a ridosso delle festività, in una fase in cui la fiducia dei consumatori è già fragile, il dato pesa sulla narrativa economica americana.
Secondo l’analista, gli investitori e la Fed continuano a muoversi “al buio o quasi”, costretti a utilizzare indicatori non perfetti per colmare le lacune informative. Una situazione che rende più difficili le letture prospettiche e più instabile il sentiment.
La parte positiva: un contesto che spinge la Fed verso un taglio
Ma non tutto è negativo. Kenwell osserva che, con pochi altri dati disponibili per tracciare un quadro chiaro del mercato del lavoro, questo ADP “aumenta la probabilità che la Fed tagli i tassi entro la fine del mese”. La maggior parte degli analisti si attende una sforbiciata di 25 punti base per la terza volta consecutiva
Nonostante la debolezza del rapporto, l’analista sottolinea che non c’è alcuna indicazione di un crollo occupazionale: letture come quella dell’ADP “non riflettono sempre con precisione le condizioni lavorative più ampie” e la realtà potrebbe essere più resiliente di quanto non emerga dai numeri.
Il consumatore americano resta il vero nodo
Il mercato continua a interrogarsi sulla tenuta del consumatore, definito dall’analista “la colonna portante dell’economia negli ultimi anni”. Inflazione persistente, fiducia in calo e un mercato del lavoro meno brillante pesano sull’umore degli investitori.
Eppure, in controtendenza, le vendite festive si dimostrano solide. Un segnale che Kenwell considera rassicurante: nonostante le ombre cicliche, gli americani “stanno ancora partecipando pienamente alla stagione degli acquisti”.
Gli investitori guardano al rally: volatilità in calo e speranze sui tassi
Dopo il brusco sell-off di fine novembre, Wall Street sta ritrovando coraggio. Le azioni statunitensi rimbalzano e, come osserva l’analista di eToro, ciò “sta alimentando la fiducia che la Fed taglierà i tassi questo mese”.
Se la volatilità restasse contenuta, il terreno potrebbe effettivamente essere pronto per un rally di fine anno — un classico dei mercati, ma non garantito. Tutto dipenderà da un appuntamento ormai cruciale.
Gli occhi restano puntati sul dato PCE core, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed. Kenwell sottolinea che è “l’unico rapporto che potrebbe compromettere le aspettative di un taglio dei tassi”, anche se tale scenario appare al momento poco probabile.
Il conto alla rovescia verso il meeting della Fed è quindi partito: i mercati sperano, il contesto macro aiuta, ma l’ultima parola spetta alla statistica di venerdì. Solo allora sarà chiaro se il 2025 potrà aprirsi con un rally sotto l’albero.