Rally delle borse? C’è chi non si fida e preferisce rischiare poco

3 Luglio 2019, di Alessandro Piu

Posizioni prudenti, in vista del secondo semestre dell’anno, tra i gestori di fondi

C’è un rally delle borse in corso ma non tutti si fidano. Gli asset manager non riescono a staccarsi da un atteggiamento prudente e temono la volatilità che potrebbe ripresentarsi nella seconda metà dell’anno sui mercati finanziari. Spiega Cordula Bauss, senior portfolio manager multiasset di Allianz GI:

“Non crediamo si ripeterà sulle borse lo scenario negativo visto nella seconda metà del 2018 ma preferiamo posizionarci sui mercati in modo un po’ più difensivo diversificando il più possibile gli investimenti”.

Le fa eco Frank Hausler, chief strategist di Vontobel AM che afferma:

“In questo momento è difficile capire quello che accadrà e quindi preferiamo essere neutrali sulla maggioranza delle asset class, compreso l’azionario”.

Dove nascono i dubbi

A spingere verso un atteggiamento prudente è la constatazione che la più recente corsa dell’azionario è stata favorita

“dall’evoluzione dei rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti, e i movimenti dei tassi di interesse, guidati dalle banche centrali”

spiega Bauss che aggiunge:

“Sono gli stessi fattori a cui gli investitori guarderanno nei prossimi mesi”.

I due elementi si sono allineati, nel corso dell’ultimo mese, in posizione favorevole alle borse e quindi per chi investe in azioni. I tassi di interesse sono scesi nel momento in cui sia Fed che Bce hanno invertito la rotta nel cammino di normalizzazione della politica monetaria, lasciando la porta aperta a nuovi interventi, se necessari. Più di recente, al G20 di Osaka, Cina e Stati Uniti hanno riaperto il dialogo sulla questione dei dazi commerciali.

“La principale domanda da porsi è quanto i tassi di interesse potranno davvero essere abbassati”

Si chiede Bauss. Risponde Olivier de Berranger, responsabile degli investimenti di Financiere de L’Echiquier:

“Probabilmente meno di quanto si aspettano i mercati, che hanno anticipato addirittura fino a tre tagli dei tassi di interesse da parte della Fed entro la fine dell’anno. Una tregua nel conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina toglierebbe un’importante giustificazione a queste attese”.