Rallentamento globale, navi cargo demolite superano quelle nuove

22 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

Il commercio globale continua da dare segnali di rallentamento. E’ ancora il Baltic dry index, indice che traccia i costi di noleggio delle navi cargo per il trasporto di alcune importanti materie prima, a suggerire che gli scambi siano ancora in fase di frenata.

Da novembre, mese nel quale l’indice era sceso per la prima volta sotto quota 500, il Baltic dry ha proseguito la sua caduta: al momento si trova a 315, quando solo lo scorso agosto segnava 1.222 (un picco recente, invece, era stato di 2.330 a fine 2013).


Ma che i volumi degli scambi stiano inesorabilmente dimuendo lo testimonia anche il ritmo con il quale le navi vengono sostituite: gli analisti di Deutsche Bank, coordinati da Amit Mehrotra, hanno osservato infatti che le navi demolite hanno superato quelle “entrate in servizio”. La scorsa settimana ad esempio alle 16 navi vendute per la demolizione sono subentrate solo nove unità nuove, per una perdita netta di sette imbarcazioni.

La capacità di carico complessiva, afferma la nota di Deutsche, è scesa la scorsa settimana a un milione di tonnellate, con la contrazione delle consegne che si unisce allo smantellamento crescente delle navi.

Il tasso annuale di demolizione delle navi esistenti ha raggiunto l’11%, calolano infine gli analisti: è un dato quasi doppio rispetto al vecchio record del 1986, di 6,3%, rispetto all’anno scorso l’aumento è stato dell’80%.

Che tutto questo sia il sintomo di una domanda di materie prime in forte diminuzione è chiaro, ma, in aggiunta, il fenomeno della crescente “rottamazione” delle navi indica anche una scarsa aspettativa da parte degli operatori che le cose possano invertire la rotta in tempi brevi.

Traffico merci italiano si distingue in positivo

L’andamento del traffico italiano delle merci è stato invece caratterizzato, per il secondo anno consecutivo, da segni positivi per quasi tutte le modalità,è caratterizzato, sia in termini di volumi trasportati che di fatturato.

L’unica nota stonata, secondo il rapporto del Centro Studi Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), risultato di un sondaggio condotto utilizzando come campione un panel di imprese tra le più rappresentative dei vari settori, arriva dal comparto transhipment, che arretra di quasi il 10%.

Fonte: Business Insider