QE funziona: manifattura cresciuta al ritmo più alto di 10 mesi

1 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Quantitative Easing di Mario Draghi sembra portare gli effetti sperati. Almeno a giudicare dagli ultimi dati macro chiave dell’area euro.

Attestandosi a 52,2 punti, l’indice manifatturiero è cresciuto al ritmo più alto degli ultimi 10 mesi. Era da maggio che non si vedeva un incremento del genere.

Due settimane fa Markit aveva stimato un risultato di 51,9. Molte aziende hanno assunto nuovo personale per fare fronte all’aumento della domanda, drogata dai piani di accomodamento monetario della banca centrale.

Anche in Italia il Pmi è salito, attestandosi a 53,3 punti, un valore che indica dunque un’espansione dell’attività. I produttori di beni e servizi stanno traendo vantaggio dalla moneta debole.

Un’accelerazione dell’attività si è vista in Irlanda (56,8), Germania (52,8), Spagna (54,3) e Olanda (52,5), con il programma di allentamento monetario straordinario della Bce che ha stimolato la domanda e favorito una svalutazione dell’euro.

Per Berlino si tratta del tasso di crescita più alto degli ultimi undici mesi. Ancora in contrazione Francia (48,8), Austria (47,7) e Grecia (48,9).

Non bisogna esultare troppo presto. In generale la ripresa è ancora fiacca, con il tasso di espansione complessivo che resta modesto. “L’attività manifatturiera è ancora in contrazione in Francia, Grecia e Austria”, dice Chris Williamson, Chief Economist di Markit, secondo cui i paesi finiscono per “frenare il rilancio della regione”.

L’incertezza politica e sul futuro di Atene non ha aiutato l’attività nelle fabbriche del paese. Il settore manifatturiero ha registrato una riduzione dell’attività per il terzo mese di fila, confermando che le condizioni economiche si sono deteriorate negli ultimi tempi. L’attività è in fase di contrazione ormai da sette mesi.

(DaC)