Prove di collasso: Venezuela svaluta la moneta del 32%

9 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il Venezuela ha svalutato la propria moneta, il bolivar, del 32%, ad un tasso di cambio di 6.30 bolivar per dollaro (dal precedente 4.30); i nuovi parametri saranno validi a partire dal 13 febbraio. La decisione e’ stata presa dallo stesso presidente venezuelano Hugo Chavez, a Cuba, stando a quanto ha annunciato venerdi’ a Caracas il ministro delle Finanze Jorge Giordani.

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Chavez, morente (e’ in cura all’Habana per un cancro devastate e non si vede in pubblico da oltre due mesi pur avendo vinto le elezioni in ottobre), ha svalutato il bolivar per la quinta volta in 9 anni. Questa ennesima perdita di valore della moneta locale ha enormemente ridotto il potere di acquisto dei venezuelani (grafico sotto), mentre l’inflazione – secondo fonti non interne – in forte e continuo rialzo, e’ oggi attestata al 22%.

E’ un esempio concreto di quel che potrebbe accadere in Italia se si puntasse – come qualcuno chiede seppure in modo confuso – sull’uscita dall’euro, sul ritorno alla lira e sulla rinnovata sovranita’ monetaria extra Ue.

Il Venezuela, uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo e n.1 in America Latina, potrebbe indire nuove elezioni a breve sia per la possibile morte di Chavez (ha gia’ nominato un successore di facciata) sia in caso di una sua uscita di scena per dimissioni.

[ARTICLEIMAGE] La quinta svalutazione in 9 anni e’ un’arma per Capriles, il candidato dell’opposizione sconfitto da Chavez nelle ultime elezioni politiche. L’attuale governo, invece, punta a ridurre il deficit di bilancio e ad aumentare la circolazione di dollari nell’economia, ridotta di recente ai minimi termini.

Una forte crescita della spesa pubblica ha triplicato lo sbilancio fiscale nel 2012 a Caracas, ovviamente aiutando Chavez a vincere la rornata elettorale di ottobre, per il terzo mandato consecutivo. Il deficit del Venezuela e’ salito in un anno all’11% del pil rispetto al 4% del 2011.