Profumo: “Fusione Fincantieri Leonardo solo con spin-off dell’attività di crociera”

6 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Fuori luogo le speculazioni recenti su una possibile fusione tra Leonardo e Fincantieri ma nonostante questo il numero uno del colosso italiano ex Finmeccanica, Alessandro Profumo indica una condizione indispensabile per realizzare il merger.

Se Fincantieri separasse la sua attività di crociera dal suo braccio di difesa avrebbe senso mettere insieme Leonardo con la loro attività di difesa. Ma non penso che vorrebbero vendere il loro business crocieristico.

Così l’AD di Leonardo in una intervista al Financial Times che già ieri, a margine della presentazione della Fondazione Leonardo al Maxxi di Roma, ha affermato di “non vedere tanta matematica” in ipotesi di fusioni e aggregazioni che puntino a aumentare solo le “dimensioni assolute” del gruppo.

La forza nel nostro mondo, nel mondo di difesa, aerospazio e sicurezza non è data dalle dimensioni assolute ma dalle capacità specifiche che si hanno su single tecnologie, i singoli domini. Noi ad esempio negli elicotteri siamo una delle aziende più grandi al mondo, piuttosto che negli aerei da addestramento, piuttosto che nei sistemi radar e nell’elettronica per la difesa. Quindi non vedo tanto matematica di dimensioni assolute della società quanto di dimensioni su singole aree di professionalità e di capacità.

Al Financial Times Alessandro Profumo ha fatto sue considerazioni sulla Brexit, avvertendo che Europa e Regno Unito soffriranno entrambi se non verranno mantenuti forti legami di difesa dopo il divorzio di Londra dall’Ue.

“L’Europa sarà più debole senza un collegamento molto forte con il Regno Unito, e il Regno Unito sarà più debole (…) Il sistema di difesa di oggi è ancora molto frammentato e non è il modo migliore per spendere i nostri soldi come contribuenti (…) più sistemi di difesa abbiamo, più costi abbiamo. Perdere il Regno Unito come partecipante a questi programmi sarebbe una perdita per tutti”.