Processo Carige: Berneschi padre padrone, poteri mai visti

11 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

GENOVA (WSI) – Un presidente anomalo che sovrastava tutti i dirigenti. Così è descritto Giovanni Berneschi, alla guida di banca Carige per oltre vent’anni, nelle motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Genova lo ha condannato a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio.

402 pagine di motivazioni in cui vengono ricostruite tutte le anomalie della gestione Berneschi e le gesta del suo braccio destro Ferdinando Menconi, ex capo del settore assicurativo, condannato anch’egli a 7 anni di carcere. Per il tribunale Berneschi è stato il capo di un’associazione a delinquere che ha impoverito le casse di Carige, portandola sull’orlo del tracollo.

“Il maggiore gruppo bancario ligure, è stato condotto al progressivo depauperamento attraverso un minuzioso e costante disegno truffaldino, architettato da un comitato d’ affari occulto, che come obiettivo aveva unicamente l’arricchimento personale. Un gruppo criminale che sfruttava le proprie posizioni apicali, aveva appoggi internazionali e si appoggiava sistematicamente su paradisi fiscali e banche offshore”.

L’accusa è di maxi truffa ai danni del ramo assicurativo dell’istituto di credito, consistente nel far acquistare dal ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie di imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati, per reinvestire le plusvalenze all’estero. La truffa avrebbe fruttato a Berneschi e soci circa 22 milioni di euro.

Ma per i giudici il danno che si lascia dietro Banca Carige dalla passata gestione è più grande: 1 miliardo di euro. Responsabile del disastro è il padre-padrone Berneschi.

“Capo indiscusso dell’azienda depositario di un potere che secondo Bankitalia raramente si è visto nelle mani di un amministratore, ed è stato esercitato con modalità disinvolte e spregiudicate (…) Un esempio: in spregio a qualsiasi regola aziendale, il personale della banca interrogato dagli ispettori di Bankitalia non aveva nemmeno il numero di alcuni creditori problematici, perché alcune posizioni erano gestite direttamente da Berneschi e dalla dirigenza”.

Un danno enorme che ancora oggi pesa sulle casse di banca Carige visto che chiude il primo trimestre 2017 con una perdita netta di 41,1 milioni di euro.