Private banking, Cherry Bank a caccia di 100 private banker

2 Settembre 2022, di Alessandra Caparello

Cherry Bank punta al wealth management e si mette alla ricerca di cento private banker per lo sviluppo della divisione dedicata ad un target di clientela private. La banca guidata da Giovanni Bossi (nella foto sopra) accelera lo sviluppo di una nuova unità di business dedicata al wealth management ed è pronta a lanciare a sei mesi dalla sua nascita un piano per la creazione di un nuovo pool di professionisti nella gestione del risparmio. Il piano, come si legge in una nota, prevede un programma di assunzioni di un centinaio di private banker, per la formazione di team da dislocare nelle zone già presidiate dalle filiali della banca (Padova, Mestre, Treviso, Verona e Vicenza) e in altri territori target per disponibilità di ricchezza, con l’obiettivo di creare una boutique per risparmiatori e imprese. Cherry Bank, in particolare, si sta orientando verso la predisposizione di due opzioni di servizio, uno semplificato e uno avanzato, il primo offerto gratuitamente, il secondo con il pagamento di una “fee on top” calcolata percentualmente in base al controvalore di portafoglio e con contestuale riconoscimento al cliente di eventuali commissioni incassate dalla banca. Giovanni Bossi, ceo di Cherry Bank, ha spiegato:

“Fin dall’inizio ci siamo definiti una human bank, perché mettiamo il valore delle persone al centro del nostro modello di business, sia all’interno della banca, sia verso l’esterno, nel rapporto con il cliente. In linea con questo principio, abbiamo a piano un importante investimento sulle risorse. Se siamo consapevoli che per molte operazioni la digitalizzazione è ormai necessaria, riteniamo che per la gestione dei risparmi, specialmente per conto di una clientela upper affluent, private e high net worth individual, la professionalità del consulente e la capacità di creare relazioni di valore con le persone restano requisiti fondamentali.

Crediamo nel valore del servizio e nell’erogazione di una consulenza sartoriale e di qualità.  D’altra parte, puntiamo alla partnership con fabbriche – prodotto che offrano soluzioni flessibili, specializzate sulle diverse esigenze dei clienti e in linea con le opportunità di investimento più ricercate sul mercato: mi riferisco, in particolare, ai prodotti dedicati alla sostenibilità, che crediamo possano avere un forte appeal sulle nuove generazioni, sia tra i privati, sia tra gli imprenditori. Tra il 2019 e il 2021 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è aumentata di 334 miliardi di euro (+7%), sfiorando il tetto dei 5.000 miliardi: risparmi che giacciono nei depositi e che, se da un lato rappresentano un’opportunità di business per le banche, dall’altro possono essere risorse fondamentali, se ben indirizzate, per la ripresa economica del Paese”.

Chi è Cherry Bank

Cherry Bank è nata un progetto partito a ottobre 2021 con la fusione di Cherry106 spa, intermediario finanziario regolato, in Banco delle Tre Venezie, realtà bancaria radicata nel territorio veneto. Cherry Bank aderisce come tutte le banche ordinarie italiane al Fondo Interbancario Tutela dei Depositi. L’istituto di credito è  operativo sul mercato con servizi specializzati nel credito per privati e imprese, acquisto crediti fiscali e gestione distressed credit. A guidarlaè  Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis dal 1995 al 2019, che detiene la maggioranza relativa del gruppo. Bossi, nel 2019 ha fondato Cherry srl, startup fintech che, attraverso la piattaforma tecnologica Cherry Bit, applica l’intelligenza artificiale nel mondo del credito. Pochi mesi più tardi lo stesso Bossi ha acquisito Cassiopea Npl, dando vita a Cherry 106. Nel 2020 la società è poi cresciuta di organico nelle tre sedi di Roma, Milano e Padova e ha ampliato le aree di attività, fino a chiudere il  2021 con una raccolta dalla clientela per 695 milioni di euro, mentre il patrimonio netto si è attestato a 44,2 milioni. L’utile netto è stato di 11,7 milioni, ma dopo le scritture contabili relative alla combination con Cherry, il risultato ha registrato una perdita di 1,2 milioni.

Pochi mesi fa Cherry Bank ha lanciato un conto corrente digitale collegato a un conto deposito vincolato con ben sette diverse scadenze, a sei, 12, 18, 24, 36, 48 e 60 mesi, con diverse remunerazioni.