Presto una macchina per rigenerare la memoria

25 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – I ricordi sono spesso ingannevoli. Ma in alcuni casi limite sono del tutto esistenti. In futuro per curare i problemi di perdita della memoria potrebbe bastare una macchina.

Theodore Berger della University of Southern California ha iniziato a creare una protesi in grado di ripristinare la memoria, sostituendo un circuito nell’ippocampo del cervello. Berger ha descritto il dispositivo al Future Global 2045, un grande congresso internazionale sulla tecnologia e le invenzioni futuristiche, spiegando che la protesi è in fase di sperimentazione sugli esseri umani dopo che i primi test hanno avuto successo su ratti e scimmie.

L’ippocampo, una struttura cerebrale nascosta in profondità nel lobo temporale del cervello, converte i ricordi a breve termine in quelli a lungo termine. Questa può essere danneggiata da epilessia o altri disturbi neurologici, evitando ad una persona di mantenere vivi i ricordi.

Live Science riporta che il dispositivo che Berger ed i suoi colleghi stanno sviluppando potrebbe sostituire le parti di un ippocampo danneggiato o migliorarne uno intatto.

Infatti qualora l’ippocampo fosse danneggiato, un piccolo chip di elettrodi impiantati segnalerebbe ad un computer il problema, questo poi li trasformerebbe in una memoria a lungo termine ed in seguito verrebbero inviati nuovamente ad una seconda serie di elettrodi in grado di stimolare un altro strato dell’ippocampo.
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Il test svolto sui ratti era molto semplice, ma è servito a capire se il dispositivo funzionava. Con la protesi ciascun ratto è stato posto in una camera con due leve. All’inizio compariva sono una leva che il ratto doveva spingere, successivamente compariva anche la seconda, se questo la spingeva avrebbe ricevuto dell’acqua. Lo scopo del test era quello di capire se il ratto si fosse ricordato quale era stata la prima leva ad essere schiacciata.

Al di la degli esperimenti, secondo Berger, l’adattabilità di ciascun cervello sarà il fattore fondamentale per un buon funzionamento della macchina: “Sarà maggiore l’influenza degli uomini sulla macchina, che quella della macchina sugli uomini”.