Portafoglio ideale: Bank of America decreta “la fine del modello 60/40”

16 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Gl analisti Bank of America Merrill Lynch decretano “la fine del 60/40”, ovvero quella teoria in base al quale il portafoglio ideale di un investitore dovrebbe contenere per il 60% asset in azioni e il restante 40% in obbligazioni.

Un mix che, fino a qualche tempo fa, forniva una maggiore esposizione a rendimenti azionari storicamente superiori, garantendo allo stesso tempo i vantaggi della diversificazione e un rischio inferiore di investimenti a reddito fisso.

“Ci sono buone ragioni per riconsiderare il ruolo delle obbligazioni nel proprio portafoglio e per favorire una maggiore esposizione verso le azioni” hanno spiegato in una nota gli analisti della banca d’affari Usa, aggiungendo che “la relazione tra gli asset class è cambiata così tanto negli ultimi tempi che molti investitori ora acquistano azioni non per la crescita futura ma per il reddito corrente, e acquistano obbligazioni per approfittare del rialzo dei prezzi”.

Una prova del potere esercitato sugli investitori dal rally delle obbligazioni arriva dai numeri. Da inizio anno, si sono registrati 339 miliardi di dollari di afflussi nei fondi obbligazionari a livello globale  a fronte dei 208 miliardi di dollari di deflussi dai fondi azionari. Un trend che ha causato una caduta dei rendimenti.

Risultato: al momento ci sono 1.100 azioni globali che stanno fornendo rendimenti da dividendi superiori al rendimento medio dei titoli di stato globali.

 

Come strutturare il nuovo portafoglio

Secondo l’analisi BofA, con il rallentamento della crescita economica globale e l’invecchiamento della popolazione nelle economie dei mercati sviluppati, le attività tradizionalmente più sicure, come le obbligazioni, sono cresciute in popolarità e hanno contribuito a creare una “bolla” nel mercato obbligazionario che minaccia di far deragliare i rendimenti per gli investitori che mantengono un rapporto  60-40.

“La sfida per gli investitori di oggi è che entrambi questi benefici derivanti da obbligazioni, diversificazione e riduzione del rischio, sembrano indebolirsi, e questo sta accadendo in un momento in cui il posizionamento in molti settori del reddito fisso è incredibilmente affollato. Il che rende le obbligazioni più vulnerabili a possibili ondate di realizzi” hanno aggiunto gli esperti.

Come regolarsi da ora in poi? Secondo gli analisti, una buona alternativa alle obbligazioni è offerta dalle azioni che presentano alti dividendi in settori che mostrano al momento una performance inferiore alla media del mercato, come per esempio materie prime, comparto finanziario.