Ponti: “TAV opera piccola, UE decide senza regole”

19 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

E’ diretto il professore Mario Ponti, quello incaricato dal governo per l’analisi costi-benefici sulla TAV, quando all’Agi afferma che la Torino-Lione  “è un’enorme ca**ata”.

La Tav è un’opera piccola, appena 5 miliardi, rispetto ai 133 miliardi di opere da completare che non sono mai stati analizzati (….) Strade, ferrovie, e altre opere di trasporto in Italia, di cui alcune costano 5 miliardi come la Tav, altre 2, altre un miliardo, eppure non si sa quanto traffico ci passa, nè quanto ricaveranno, si sanno solo i costi perché sono soldi nostri. Solo perché si tratta di soldi dei contribuenti, non occorre valutare?”.

A chi lo critica ricordandogli una precedente pubblicazione che valutava positivamente la Tav, lo studioso afferma:

“Il precedente studio è una balla. Quella precedente pubblicazione è una delle bugie più odiose fatta da quello ‘str’ di Mentana, io gli voglio bene ma quello che ha fatto è orrendo. Il precedente studio non era un’analisi costi-benefici ma un’analisi di valore aggiunto, che non ha niente a che vedere con l’analisi costi benefici. Col valore aggiunto è fattibile qualsiasi cosa, anche un’autostrada di alluminio tra la Sicilia e la Sardegna. perché non misura il rapporto tra costi e benefici, infatti ai politici piace tantissimo”.

Il professore di economia applicata al Politecnico di Milano poi si sofferma a spendere parole di encomio nei confronti del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Preferisco 10 volte l’attuale ministro a Delrio; quest’ultimo ci ha lasciato 133 miliardi di progetti senza nessuna valutazione. Non si sa nemmeno quanto costano e quanto ricavano: non c’è un’analisi di traffico. Sono state approvate per partito preso, quindi, se vogliamo, il progetto della Tav è irrilevante rispetto al complesso dei progetti che vanno valutati. Io ne ho sul tavolo 27 miliardi”.

Infine Ponti non risparmia nemmeno l’Ue.

La Commissione Europea decide senza seguire le regole, tra le quali che chi inquina paga, perché anche le ferrovie sono altamente inquinanti. I ritorni finanziari sull’investimento per infrastrutture ferroviarie sono sempre zero, me l’ha detto la stessa commissaria ai trasporti Violeta Bulc. La lobby ferroviaria in Europa è intoccabile perché muove voti e soldi”.