Ponte Morandi: dopo il crollo, report “ammorbiditi”. Nuova inchiesta fa tremare Atlantia

13 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Soffre oggi in borsa il titolo Atlantia che arriva a perdere oltre il 6%. A mandare in rosso le azioni della holding della famiglia Benetton le notizie arrivate da Genova in merito all’apertura di un’inchiesta bis per il crollo del Ponte Morandi avvenuta il 14 agosto 2018 nel quale morirono 43 persone.

L’inchiesta bis partita dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, riguarda i report ‘ammorbiditi’ sulle condizioni dei viadotti gestiti da Autostrade per l’Italia. Si tratta in particolare del viadotto Pecetti, sulla A26 Genova-Gravellona Toce, e il viadotto Paolillo, sulla Napoli-Canosa. Secondo l’accusa del pubblico ministero Walter Cotugno, dopo la tragedia di Genova i tecnici di Autostrade e Spea hanno continuato a “ammorbidire” i risultati delle misurazioni sullo stato di salute dei tratti in questione. Nel dettaglio i tecnici di Spea avevano raccontato agli inquirenti che i report “talvolta erano stati cambiati dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri”.

La Guardia di finanza del capoluogo ligure ha eseguito così nove misure cautelari nei confronti di appartenenti ad Autostrade, Spea e di un consulente esterno alle due società del gruppo Atlantia. Si tratta di arresti e misure interdittive: due riguardano uomini di Autostrade e sei la controllata Spea (che si occupa di monitoraggio e controlli della rete autostradale) mentre tre persone sono finite ai domiciliari. Immediata la risposta di Aspi.

In merito alle notizie di stampa che riguardano i provvedimenti adottati dalla magistratura genovese con riferimento ai viadotti Pecetti e Paolillo, Autostrade per l’Italia conferma nuovamente la sicurezza di tali opere, dove gli interventi di manutenzione sono stati conclusi diversi mesi fa (…) Sulla scorta delle informazioni fornite dalle direzioni di Tronco competenti, la società ha inviato lo scorso 4 dicembre 2018 al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti un report contenente il dettaglio degli interventi manutentivi realizzati e delle verifiche effettuate sui viadotti della rete, tra cui il Pecetti e il Paolillo. In nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di questi e altri viadotti oggetto di indagine, che sono stati verificati anche da società esterne specializzate in tale tipo di monitoraggi, oltre che dai competenti uffici ispettivi del Ministero.
Si ricorda che il viadotto Paolillo è un ponticello di 11 metri, completamente ristrutturato, rispetto al quale, per quanto a conoscenza della Società, l’indagine riguarderebbe una presunta marginale discrepanza tra le analisi progettuali e la costruzione finale. Per quanto riguarda il Pecetti, si conferma che l’opera è totalmente ristrutturata ed è stata oggetto di ripetute verifiche.