Polizze vita, quanto rendono e quali convengono in Italia

12 Aprile 2019, di Alberto Battaglia

Le polizze vita hanno ripreso ad aumentare la propria raccolta nel 2018, dopo due anni fortemente negativi. Se nel 2016 la raccolta dei premi assicurativi in Italia era in calo dell’11%, nel 2018 essa è aumentata del 3,5% tornando sopra i 100 miliardi di euro. Secondo un’analisi del Corriere della Sera il risultato è anche dovuto a un buon livello di rendimento: il tasso lordo, nel 2018, si è attestato 3,2%, nella media delle 246 gestioni disponibili sul mercato italiano. Un valore elevato, a paragone con i rendimenti dei titoli di stato e dei bond in cui, a loro volta, investono le compagnie assicurative. “I titoli in pancia alla gestione separata sono valorizzati al prezzo d’acquisto, fino a quando non vengono venduti”, ha spiegato a L’Economia Marcello Rubiu di Norisk scf, “in questo modo, apparentemente le polizze vita di ramo I non risentono delle oscillazioni dei prezzi che invece si manifestano quando si ha in portafoglio un singolo titolo, un fondo attivo o passivo”.

Le commissioni di gestione, comunque, sono un aspetto importante da considerare quando si investe in questi prodotti: esse oscillano di norma fra l’1 e il 2%; il prelievo all’ingresso può anch’esso arrivare a sottrarre il 2% del capitale investito inizialmente. Secondo l’Ania, l’associazione di categoria per le imprese assicuratrici, fra il 1982 e fine 2017 il rendimento medio annuo di queste gestioni separate raggiungerebbe il 4,9% reale (al netto dell’inflazione).

Oltre alla regolarità dei rendimenti, un ulteriore vantaggio è costituito dall’insequestrabilità e impignorabilità dell’investimento, a meno che non vengano provati comportamenti fraudolenti da parte dell’assicurato.