Politica: Camilleri, pessimismo in cattedra

4 Novembre 2017, di Giovanni Falcone

Politica: Camilleri, pessimismo in cattedra!

 

 

Cammilleri: “Giovani, non credete a Renzi e ai Cinque Stelle. Sono già cadaveri. Teneteli lontani dal vostro avvenire”.

Di quanto ha detto l’arzillo, aitante e fantasioso scrittore, con il rispetto che si deve ad una persona anziana, che pure ha avuto il grave torto di aver votato “Partito comunista”, non condivido una sola virgola.

L’occasione per tuonare una simile affermazione dall’alto dei suoi numerosi lustri, è stata data dall’occasione di una intervista fatta nella sua casa di Roma dai ragazzi, Camilleri ha parlato dei suoi romanzi, della lingua inventata per il Commissario Montalbano, di letteratura e di politica.

Sbagliando tutta la vita, per aver votato un partito, quello che mezzo secolo addietro costruiva luoghi di custodia per detenuti politici nella grande Siberia dell’Unione Sovietica, quello stesso Partito che costruì il Muro di Berlino, quello che mandava carri armati in mezza Europa e che in Italia andava ripetendo “adda venì Baffone”, nel senso che Stalin, da un momento all’altro sarebbe giunto anche da noi.

Lo stesso Partito che osteggiava il Patto Atlantico dei Paesi occidentali e caldeggiava invece il Patto di Varsavia, dove la parola libertà si trovava, forse, solo nei vocabolari.

Ecco, un signore di questo livello, molto avanti con gli anni, che nella sua vita non ne ha azzeccata una, oggi impartisce lezioni di visione politica, di futuro.

Se ne avessi la possibilità, vorrei dire all’illustre ed esimio scrittore che nella vita, soprattutto i giovani, hanno il diritto di sognare e quindi di credere in qualcuno che si prefigge di amministrare la cosa pubblica, di fare politica, quale che sia, anche sbagliando nella scelta (come ha fatto lui per tutta la vita!).

Salvo credere che la vita cominci a 90 anni, vorrei ricordare al nostro scrittore che chi non sogna o non crede equivale a smettere di vivere che è l’esatto opposto della vita di ognuno di noi: ascoltare tutti e sbagliare da solo.

Viva la vita, viva la libertà, anche quella di sbagliare e crescere con i propri errori e le proprie debolezze!