Politica: Alfano, “Ministro di tutto”

10 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

Qualche mese addietro, quando si accennò all’ipotesi di scrivere una nuova “legge elettorale” in risposta ai numerosi appelli del Capo dello Stato, introducendo una soglia minima per l’ingresso in Parlamento, iniziò una guerra di forti chiacchiere e polemiche, momentaneamente accantonata.

All’epoca, l’attuale Capo della Farnesina, Alfano, rivolgendosi al Segretario del Partito democratico che più di tutti caldeggiava la soluzione alla tedesca del 5%, ebbe a dire: “Renzi, ci vedremo presto!”

All’epoca non si comprese bene  se fosse una promessa o una minaccia.

Grande il nostro” Angelino” siciliano, ha previsto tutto.

Con le elezioni regionali sicule dell’autunno prossimo è tornato al centro dell’attenzione politica, nella comune convinzione che senza di lui e il movimento di “Area Popolare” che rappresenta non si vince, anzi si perde sicuro.

D’altro canto il M5S incalza, un conto è governare una città – come Roma o Torino – dove i disastri sono sotto gli occhi di tutti, laddove si aspetta a giorni una resa senza condizioni da parte dell’amministrazione per manifesta e dichiarata incapacità, un altro è governare una Regione, dove bisogna provare, non si sa mai e il miracolo di una classe dirigente all’altezza potrebbe anche invertire la tendenza.

Questi dicono, peggio di Roma non potrà mai essere!

In Sicilia, più che altrove l’Angelino nazionale, il “Ministro di tutto”, è amato, apprezzato e soprattutto “votato” e in Politica si sa, il consenso serve, non tanto per governare, ma per vincere certamente.

Infatti, il nostro amato Ministro degli esteri è indeciso se accettare la Corte dell’ex cavaliere o quella del Partito democratico.

In questo momento ci sta pensando, molto dipende da “quello che non si dice”, da quello che si promette per il futuro, tutti hanno famiglia e una candidatura alle politiche nazionali del 2018 non si trova per strada.

Si sta trattando, beninteso non sui programmi, sul futuro dell’isola, su quello che interessa ai siciliani, alla gente comune: per il momento si tratta su quello che interessa alla loro sopravvivenza. 

E’ sempre stato così e le tradizioni si rispettano, soprattutto in terra di Sicilia!

Io, nel mio piccolo, penso che la strada intrapresa, quella della questua, della preghiera ad oltranza a Santo Angelino non serva, anzi sia controproducente.

Il Partito democratico ha ormai acquisito sul campo un marchio di qualità, ha infuso nella gente la convinzione che l’Italia si possa cambiare, la burocrazia si possa ridurre, insieme alla corruzione e alla spesa pubblica.

Il Partito democratico, in occasione del Referendum del 4 dicembre 2016, a prescindere dal risultato tecnico, contrapponendosi all’accozzaglia ha stravinto sul piano politico dicendo agli italiani da che parte stare, dando una speranza di cambiamento.

Ecco se siamo d’accordo su questo, lasciamo Alfano al suo destino, quale che sia, abbandoniamo definitivamente il modus operandi della vecchia politica, riprendiamoci il percorso “riformatore” interrotto, il futuro ci appartiene, è nostro e non delle chiacchiere “vuoto a perdere”.

La Politica batta un colpo, il popolo del SI, quello del 41% osserva e aspetta, in stand by.

AVANTI TUTTA!