PODCAST: Pil: Italia fa meglio di Germania e Francia

7 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il 2021 è partito sotto la buona stella per il Pil italiano. Dopo la revisione al rialzo del Pil Italia da parte dell’Ocse, anche dall’Istat arrivano buone notizie.

 

Nel periodo gennaio-marzo, il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,8% rispetto ai primi tre mesi del 2020. Le stime preliminari diffuse il 30 aprile scorso indicavano una variazione congiunturale del pil del -0,4% e di quella tendenziale del -1,4%.

Per una volta, il prodotto interno lordo italiano fa meglio della media della zona euro (-0,6% trimestrale). Ma anche della Germania e della Francia che, nello stesso periodo, hanno visto una contrazione rispettivamente dell’1,8% e dello 0,1 per cento.
Un vantaggio che dovrebbe essere confermato anche nel corso dei prossimi trimestri: le previsioni economiche primaverili della Commissione Europea hanno dato un segnale di ottimismo: PIL a +4,2% nell’anno in corso rispetto al +3,4% tedesco.

La performance del primo trimestre è stata sostenuta dalla massiccia spesa del governo per bilanciare gli effetti negativi del lockdown. Lo scorso anno, il governo ha pompato liquidità per circa 170 miliardi di euro. E i risultati iniziano dunque a farsi vedere.

Come ha spiegato ieri il premier Mario Draghi:

“gli imprenditori pianificano investimenti, segno che sono tornati a essere ottimisti. Le famiglie sono per ora un po’ più caute, ma anche qui ci sono forti segnali di miglioramento”.

E a proposito della crescita 2021, ieri il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, ha detto che nella media dell’anno l’espansione del PIL dell’Italia potrebbe superare il 4 per cento, aggiungendo che l’attività produttiva nel Paese si sta rafforzando e che “nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potrà essere un’accelerazione della ripresa”.
Secondo Visco, in particolare, “una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest’anno è quindi possibile. Ne sono condizione il proseguimento delle favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr”.