Pir, dal 1 gennaio 2020 di nuovo in pista grazie a emendamento Giacomoni

26 Novembre 2019, di Massimiliano Volpe

Iera sera la Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento che dal 1° gennaio 2020 farà ripartire i Piani individuali di risparmio, dandogli nuovo slancio.
Abbiamo chiesto al promotore dell’iniziativa, Sestino Giacomoni, membro del Coordinamento di presidenza di Forza Italia e Vicepresidente della commissione Finanze, di spiegarci cosa cambierà con questo emendamento dopo il blocco subito negli scorsi mesi da questo importante strumento finanziario.

 

Onorevole Giacomoni, cosa cambia con il testo votato ieri sera per i Piani individuali di Risparmio?

“La nuova norma fornisce indicazioni più chiare e dettagliate. Con i Pir 4.0 vengono rimossi i vincoli che li avevano bloccati lo scorso anno ed i risparmi vengono indirizzati in modo più mirato verso le piccole imprese. Sono state anche chiarite le norme che consentiranno alle casse di previdenza e ai fondi pensione di superare il vincolo dell’unicità del Pir previsto per le persone fisiche. Fondi pensione e casse Potranno dunque sottoscrivere più di un Pir, realizzando quella diversificazione indispensabile per la sicurezza e la buona riuscita di qualunque investimento”.

 

Quale sarà la tempistica per fare tornare i Pir sul mercato?

“Dal 1° gennaio 2020 i Pir ripartiranno e grazie ai chiarimenti normativi anche per casse e fondi pensione avranno un nuovo slancio”.

 

Come si fa a far tornare la fiducia ai risparmiatori?

“La fiducia tornerà perché finalmente la leva fiscale viene utilizzata per mettere in sinergia i due punti di forza della nostra economia: il risparmio delle famiglie e dei lavoratori e la creatività delle nostre piccole e medie imprese.
Considerando poi che i mercati domestici nel 2019 hanno dato grosse soddisfazioni, i risparmiatori difronte a tassi bassi e anzi negativi sui  conti corrente avranno un motivo in più per sottoscrivere i Pir”.

 

Quanto è importante la riforma dei Pir?

“È una riforma decisiva per la finanza e l’economia del nostro Paese. Soprattutto in un momento in cui il QE sta terminando e le imprese hanno difficoltà di accesso al credito da parte delle banche”.