Piazza Affari in retromarcia, pesano previsioni FED

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari avvia la giornata in frazionale ribasso, facendo anche peggio rispetto ai toni dimessi delle principali borse del Vecchio Continente. Le piazze finanziarie continentali seguono la scia di Wall Street la vigilia e Tokyo stamane su cui ha pesato la pubblicazione delle minutes della riunione del Fomc dello scorso 23 giugno. I verbali della Banca Centrale americana hanno disegnato una visione più pessimista dell’economia statunitense dovuta all’appesntirsi del panorama sui mercati finanziari e all’instabilità provocata anche alla crisi europea. La FED ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’anno in corso. Sul mercato valutario, la moneta di Eurolandia aè debole nei confronti del biglietto verde, dopo l’exploit della vigilia che lo ha visto avvicinarsi verso quota 1,28 dollari. A deprimere la divisa statunitense, ieri, le vendite al dettaglio USA che hanno deluso le aspettative diminuendo per il secondo mese di fila. Il cross eur/usd scambia al momento a 1,2725 dollari dopo essersi spinto nella notte fino al top a 1,2764. Dal fronte macro, l’agenda è ricca di dati specialmente statunitensi. Nel pomeriggio d’oltreoceano sono attese le richieste per i sussidi alla disoccupazione, i prezzi alla produzione di giugno e la produzione industriale di giugno. Focus in mattinata invece al bollettino mensile pubblicato dalla Banca Centrale Europea. L’indice FTSE IT All-Share avvia gli scambi in ribasso dello 0,64% a 21.165, il FTSE MIB scende dello 0,69% a 20.660 e il FTSE IT Mid Cap con un decremento dello 0,49% a 23.206 punti. Debole il FTSE IT Star che scivola dello 0,12% a quota 10.711. Freccia rossa per le Banche che già ieri sono state depresse dalla decisione di Moody’s di ridurre il rating di otto banche portoghesi, dopo il taglio di due notch (a A1 da Aa2) al debito sovrano del Paese annunciato il giorno prima dall’agenzia. Oggi le banche rimangono in focus attendendo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre di JP Morgan. Vendite per Unicredit. Il bond perpetuo Tier 1 da 500 milioni di euro lanciato ieri dall’Istituto bancario ha come scopo di mantenere un livello “considerato corretto” dalla banca tra rapporto di capitale ibrido e base complessiva del capitale costante. Ha detto ieri l’AD Alessandro Profumo. Il rosso è più intenso per Intesa San Paolo e la Popolare di Milano. Tra gli altri finanziari, al palo Unipol che ha concluso con successo l’aumento del capitale, sottoscritto con il 98,64% delle azioni ordinarie con warrant e il 98,4% delle azioni privilegiate con warrant. Da venerdì prossimo saranno riofferti in borsa i diritti inoptati, fino al 22 luglio incluso. STM perde i guadagni di ieri, quando ha beneficiato dai conti del colosso dei chip Intel. Parte in retromacia la Fiat, dopo che stamane le vendite in Europa del Gruppo torinese hanno evidenziato un forte calo. Il Gruppo del Lingotto ha riportato nel Continente un decremento delle vendite del 20,8% a 98.687 unità, mentre la quota di mercato è scesa all’7,4% dall’ 8,7% dell’anno precedente. Linea debole per Telecom Italia. Ieri il gruppo di telecomunicazioni, con l’ausilio del Governo, ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali per il congelamento dei licenziamenti annunciati dalla società. Le parti, secondo quanto dichiarato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si sono accordate per cercare un accordo nei prossimi 15 giorni.