PIAZZA AFFARI: DOVE INVESTIRE QUESTA ESTATE?

di Redazione Wall Street Italia
19 Luglio 2001 12:17

Il momento difficile per chi intende investire sul mercato azionario italiano durerà almeno un altro mese.

Alcuni tra analisti e operatori interpellati da Wall Street Italia ritengono che quando, a fine luglio, sarà chiusa la stagione delle trimestrali, i corsi azionari dovrebbero con cautela iniziare a riprendersi. Le posizioni si differenziano se si scende a individuare i settori più interessanti (titoli difensivi, telefonici, media, Nuovo Mercato?) e il timing giusto per entrare in gioco.

“Già in agosto potremo assistere a un primo rimbalzo – afferma Domenico Angiolella gestore di Cofimo Sim – anche se il consiglio è di muoversi ancora con cautela e di non sparare subito tutte le cartucce a disposizione; il mercato partirà probabilmente da minimi più bassi di quelli attuali e si potrà cominciare a sfruttare i timidi segnali che verranno dagli USA. Il mercato anticipa sempre il ciclo economico ma in un primo tempo, non vedremo svolte eccezionali”.

Giuliana Porta, analista responsabile del centro ricerche di Dresdner Kleinwort Wasserstein, consiglia di aspettare almeno fino alla fine dell’anno, se non all’inizio del prossimo, per entrare nell’azionario: “nel frattempo resterei liquida o mi terrei sulle obbligazioni”, dice a Wall Street Italia.

Dello stesso avviso è Dario Fumagalli, analista di Deutsche Bank. Fumagalli limita la sua analisi al Nuovo Mercato: “meglio non investire – afferma – oppure investire, ma operando una grossa selezione. Secondo me le attuali valutazioni sono ancora troppo alte e credo che possano scendere ancora”.

Fumagalli parla di una manciata di “titoli buoni”. Tra questi, Reply e Tc Sistema. E spiega perché. “Reply ha la tedesca Tnt nell’azionariato con una partecipazione del 4%, e ha in essere un accordo per tre anni con Ibm che non è il solito puro accordo commerciale”.

Reply infatti fornisce il suo sistema di fatturazione e contabilizzazione ai clienti finali di Ibm, alla quale mancava proprio questo servizio. Con questo accordo, spiega l’analista, Reply porta la propria componente tecnologica e anche in un periodo di rallentamento economico è in grado di assicurarsi buone prospettive di sviluppo.

Un altro titolo che l’analista di Deutsche Bank vede con favore è Tc Sistema. “Benchè venga comunemente valutato come puro rivenditore di prodotti hardware, in realtà questo gruppo si sta man mano spostando verso i servizi che già rappresentano il 25% del suo fatturato”, spiega Fumagalli.

Tc Sistema ha al suo interno “altre società profittevoli – aggiunge l’analista – come BTS che fornisce software per la biomedicina, impiegato anche in recenti missioni spaziali”.

Spostando l’angolo visuale sul Mib30, Giuliana Porta preferisce indirizzare la sua attenzione ancora sui titoli difensivi: “parlo sostanzialmente delle utilities – dice l’analista di DK – vale a dire Enel, Edison, Italgas, e non dico farmaceutici perché in Italia, a differenza dell’Europa, questo è un settore poco rappresentato in borsa. Comunque sì, sui difensivi il mio consiglio è di sovrappesare”. (Vedi Piazza Affari, poca scelta tra i titoli)

Più neutrale il giudizio su banche e assicurazioni, mentre l’indicazione è di sottopesare ancora il comparto dei tmt (tecnologici, media e telefonici). “Questo giudizio vale un po’ per tutta l’Europa – spiega Porta – anche se, guardando ai telefonici, la meglio posizionata è Telecom Italia”.

All’osservazione che, visti i prezzi bassi di settori non difensivi forse sarebbe meglio cominciare ad acquistare, l’analista di Dresdner ribatte affermando che “è ancora troppo presto per entrare in altri settori; è vero che i difensivi oggi sono più cari, ma è anche vero che riserveranno in un futuro a breve, minori sorprese negative”. Porta, insomma, teme ancora la stagione dei profit warning, e che la ripresa americana non abbia un andamento a V ma sia molto più lenta, più vicina a un andamento a U, se non a L: “le difficoltà non sono finite”.

Angiolella: “I settori più interessanti? I telefonici, e parlo di Telecom Italia e TIM, che hanno sofferto molto negli ultimi mesi, ma andrei a investire, sempre con le dovute cautele, anche su Mediaset, Mediolanum, alcune banche, e su Fiat.

Il gestore di Cofimo Sim spiega meglio e dice che Mediaset è scesa molto e ha strategicamente possibilità di sviluppo interessanti. “Immagino che il gruppo Fininvest debba diversificare, e in questo senso un’integrazione nella telefonia potrebbe starci”.

Quanto a Mediolanum, il gestore la vede meglio di Bipop Carire “perché dal punto di vista dei fondamentali è meno cara”. Bipop, poi, è stata la prima realtà di trading online “ed è salita troppo sull’euforia del momento, un anno fa; direi che la sua crescita è stata eccessiva, ha multipli elevati rispetto agli utili che fa”.

Alcune banche potrebbero essere le nuove protagoniste, con un forte ritorno di interesse dopo che il governo passato e quello attuale e lo stesso Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, hanno messo l’accento sul fatto che le fondazioni hanno troppo potere negli istituti di credito. “Qualcosa dunque potrebbe muoversi e rendere più appetibili titoli come San Paolo Imi, Unicredito, MPS, Banca Intesa, Banca di Roma”, dice Angiolella. Di fatto esiste un decreto legge Visco contro cui le fondazioni hanno già presentato ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).

Infine, Fiat. “Il disegno del presidente Paolo Fresco è chiaro – afferma il gestore – ed è trasformare Fiat in un conglomerato sulla falsariga di General Electric di cui peraltro Fresco è stato per anni al vertice. E questo al mercato piacerà”.