PIAZZA AFFARI CHIUDE PIATTA TRA RIMBALZI E CROLLI

1 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso praticamente piatta trainata dal rialzo di Wall Street, dal rimbalzo dei telefonici e un debutto brillante di AEM Torino, ma zavorrata da prese di profitto su titoli difensivi come Eni, Saipem e assicurativi.

Il Mibtel ha chiuso con un rialzo dello 0,13% a 32.098 punti, il Mib30 è finito a +0,23% a 46.590, e il il Midex a +0,01 a 35.660. Leggermente piu’ su il Nuovo Mercato che si e’ fermato a +0,37% a 5.534 punti.

“Wall Street ci ha dato un pò di ottimismo oggi – ha detto un operatore di Milano a WallStreetItalia – ma siamo ancora in una fase incerta. Infatti vediamo rimbalzi settoriali, come nelle tlc, perché quando i titoli scendono abbastanza, arrivano compratori e i titoli risalgono. Inoltre ci sono state prese di profitto sui titoli che erano saliti nei giorni scorsi. Questi non sono segni che indicano una ripresa forte.”

I telefonici sono rimbalzati guidati da Tim (+2,7% a 9,37 euro), Olivetti (+2% a 3,34 euro) e Telecom (+0,9% a 13,48 euro).

Anche STMicroelectronics è rimbalzata dopo le perdite dei giorni scorsi con un +3.4% a 50,50 euro.

Debutto favorevole per Aem Torino. La municipalizzata piemontese ha chiuso la seduta a 3,203 euro, con un progresso del 12,38% sul prezzo di collocamento di 2,70 euro, dopo due stop per eccesso di rialzo. Sono state scambiate quasi 28 milioni di azioni, circa il 30% del flottante. Le richieste in sede di collocamento sono state 7,2 volte superiori all’offerta.

Gli assicurativi e i titoli difensivi, invece, sono stati oggetto di forti prese di beneficio: Saipem (-1,51% a 5,71 euro), Ras (-3,7% a 14,75 euro), Alleanza (-3,75% a 17,27 euro).

Ubs Warburg ha alzato il target price di Generali da 42 a 49 euro, confermando la raccomandazione “buy”, ma il titolo ha comunque ceduto lo 0,7% a 41,80 euro.

Lettera anche su Eni (-2,2% a 6,86 euro), in parte per prese di profitto, in parte a causa della rivalutazione della controllata Immobiliare Metanopoli. Eni ha infatti ceduto il 90% di Metanopoli a Whitehall, un fondo di investimento di Goldman Sachs per 1.200 miliardi di lire. In Borsa Metanopoli era valutata il doppio e ha chiuso con un crollo del 40% a 1,70 euro.

Nel Nuovo Mercato I.Net ha guadagnato il 2,2% a 289,90 euro dopo aver comunicato di prevedere ricavi consolidati in crescita del 100% rispetto ai 39,6 miliardi di lire del 1999, mentre l’utile netto consolidato dovrebbe essere pari al 4,5% dei ricavi.