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PIAZZA AFFARI CHIUDE IN NERO GRAZIE A WALL ST

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Piazza Affari ha chiuso poco sopra le quote della vigilia una seduta caratterizzata da pochi spunti e un andamento altalenante sulla base di fattori esterni al mercato italiano.

Il fattore che piu’ ha inflenzato la seduta odierna è stato il dato sulla disoccupazione statunitense salita ben oltre le aspettative degli analisti.

La comunicazione ha portato un’ondata di vendite su tutti i mercati e in particolare sul Nasdaq in apertura, per i timori di una possibile recessione dell’economia USA. (Vedi anche USA: disoccupazione al 4,5%)

Il successivo recupero del Dow Jones e dell’indice tecnologico americano hanno ridato fiato anche al mercato milanese che ha cosi’ recuperato le perdite.

“Il dato statunitense dimostra che c’e’ ancora un po’ di confusione nella testa degli analisti – commenta a WallStreetItalia Daniele Tolusso, operatore equity sales della Uniprof – ma credo che sia un semplice ostacolo in una fase di risalita dei mercati, dove i minimi ormai sono stati toccati”.

“Il dato sulla disoccupazione – prosegue l’operatore – conferma anche che nella prossima riunione del 15 maggio, la Federal Reserve taglierà i tassi di 50 punti base, portando il calo al 2,5% dal primo gennaio 2001”.

Il Mibtel si è fermato a +0,29% a 28.074 punti, il Mib30 a +0,3% a 40.005 punti, il Midex a -0,05% a 31.489 punti, il Numtel a -1,08% a 3.651.

Tra i titoli che più di altri hanno animato gli scambi figura anche oggi Alleanza (-0,05% a €12,18) che ha visto ancora forti scambi sui 15 milioni di titoli, ma senza quel rimbalzo che era atteso dal mercato dopo il -16% registrato ieri. “Credo che sul titolo non ci sia ancora un clima tranquillo” ha commentato Tolusso.
(Vedi Piazza Affari: Alleanza tenta il recupero)

Nel settore bancario, ha sofferto fino a un’ora dalla chiusura il comparto del risparmio gestito, ma alla fine solo Mediolanum (-1,45% a €13,4) ha chiuso pesante. Il settore soffre piu’ di altri le incertezze sul trend americano. Così, dopo il rimbalzo segnato sulla scia della crescita del prodotto interno lordo USA della scorsa settimana, oggi ha sofferto l’aumento di oltre 200.000 unità della disoccupazione. (Vedi anche Piazza Affari: cade risparmio gestito dopo dato USA)

Grande attività su IntesaBci (+2% a €4,39) che ha messo a segno il maggiore rialzo di tutto il Mib30 con scambi intensi. Sul titolo si moltiplicano voci di mercato. (Vedi sezione RUMORS che si trova sul menu in cima alla pagina), mentre certamente gioca a favore la notizia di una buona trimestrale di Banca di Legnano, in via di dismissione da parte di Intesa a favore di Popolare Milano.
(Vedi Piazza Affari: la regina è Intesabci)

Bene anche Mediaset (+1,94% a €12,86) che comunque traina gli editoriali. Sul titolo hanno avuto buon gioco le ipotesi, le aspettative e le speculazioni su una possibile cessione del gruppo, nel quadro della risoluzione del conflitto di interessi che riguarda Silvio Berlusconi.
(Vedi Piazza Affari: Murdoch non muove Mediaset e anche Piazza Affari: Mediaset mette le ali, sale a €12,8)

Il piu’ scambiato, con oltre 115 milioni di titoli passati di mano, è stato ENI (+1% a €7,38) che dopo il ribasso di ieri oggi ha provato a recuperare riportandosi a €7,3.

In denaro Fiat (+0,5% a €26,3), sulla scia della ripresa del mercato dell’auto che in Italia ha visto in aprile l’aumento delle immatricolazioni e sull’onda dell’accordo per l’acquisizione della francese Irisbus da Renault, annunciato ieri sera.

Dopo un calo iniziale e una parziale ripresa, nel pomeriggio si sono scatenate le vendite su Montedison (-0,68% a €3,06). Oggi era l’ultimo giorno utile per acquistare azioni che poi avranno un peso nell’assemblea degli azionisti del 14 maggio.

Tutta in rialzo la galassia di Roberto Colaninno. Dopo le flessioni della mattina, i telefonici hanno recuperato terreno. Il migliore è stato Olivetti che ha guadagnato lo 0,72% a €2,53.

Sul Nuovo Mercato ha perso quota Cdb Web Tech (-6,88% a €5,4) sulla scia della delusione per la mancata chiarezza sul nav: il net asset value è il valore delle partecipazioni che è determinante poi per valutare il valore della società.